Paolo Arrigoni ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del GSE. Una decisione improvvisa, che è arrivata ad oltre un anno dalla scadenza naturale della carica. In un messaggio affidato ai social, Arrigoni ha motivato la scelta di “intraprendere nuove sfide professionali”.
Nel sintetico post, diffuso nel pomeriggio di martedì 27 gennaio, Arrigoni ha scritto:
Le ragioni dietro la scelta
Le dimissioni sono arrivate improvvisamente (ragione per la quale è logico supporre motivazioni ben diverse rispetto a quelle ufficiali) e persino il GSE si è limitato ad uno scarno comunicato ed ai ringraziamenti di rito: “Paolo Arrigoni ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio di Amministrazione della società, a un anno dalla scadenza naturale del mandato, prevista in occasione dell’approvazione del Bilancio d’esercizio 2026.
Come precisato dallo stesso Arrigoni le dimissioni, che decorrono a partire dal 1° febbraio 2026, sono
state rese per motivi strettamente personali. Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il Presidente Paolo Arrigoni per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato”.
A questo punto, quindi, sarà il Consiglio di Amministrazione a dover gestire la transizione e nominare il successore. Il tutto in un momento delicatissimo per migliaia di aziende italiane che sono ancora in attesa di conoscere l’esito delle loro domande legate ai piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0. Domande ancora in attesa di risposte ed i cui tempi rischiano di allungarsi ulteriormente dopo le dimissioni di Arrigoni.
“Tecnicamente ammissibili”, completamento dal 30 gennaio
Il GSE ha comunica ufficialmente che, a partire dalle ore 12.00 del 30 gennaio 2026, le imprese che in data successiva al 6 novembre 2025 hanno presentato istanze risultate rispondenti tecnicamente ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto “Transizione 5.0″, di cui all’articolo 38 del decreto-legge 2 marzo 2024, n.19 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2024, n.56, potranno inviare le successive comunicazioni sulla Piattaforma informatica del GSE.
L’eventuale avanzamento delle suddette istanze non implica, a oggi, il conseguente riconoscimento del credito di imposta utilizzabile in compensazione.
Si ricorda, infine, che, secondo quanto disposto dall’art.12 comma 6 del decreto interministeriale 24 luglio 2024, l’impresa è tenuta ad inserire sulla piattaforma informatica l’apposita comunicazione di completamento, contenente le informazioni necessarie ad individuare il progetto di innovazione completato, entro il 28 febbraio 2026.
