Per realizzare ambienti di tecnologia operativa (OT) resilienti occorre prima di tutto conoscere l’impatto economico dei potenziali fermi produttivi. Da qui si parte per valutare le migliori strategie di mitigazione
Gli ambienti OT sono sottoposti a una pressione crescente. Sempre più spesso le aziende di produzione devono bilanciare infrastrutture obsolete, rischi informatici in aumento e la necessità di garantire continuità operativa.
Con la modernizzazione delle operazioni, emerge una realtà scomoda: oggi gli incidenti legati alla cybersecurity causano più downtime dei guasti meccanici. Per questo è fondamentale comprendere il costo potenziale delle interruzioni quando si costruisce la resilienza cyber di un ambiente OT.
Un nuovo strumento di calcolo di downtime ICS/OT sviluppato da Acronis consente di stimare quanto un downtime possa incidere sul business, prendendo in considerazione fattori come ricavi di produzione, costi del lavoro, spese generali e tempi di risposta specifici del proprio ambiente. Si tratta di un punto di partenza per avviare riflessioni concrete sulla riduzione del rischio.
Perché i modelli IT non funzionano per l’OT
I modelli IT tradizionali presuppongono che i sistemi possano essere riavviati o sostituiti rapidamente. Ma gli ambienti OT sono molto diversi: si basano su sistemi datati e altamente sensibili, progettati per la stabilità più che per il cambiamento. Molti impianti utilizzano ancora sistemi operativi vecchi come Windows Xp o distribuzioni Linux superate perché gli aggiornamenti possono interrompere la produzione o invalidare le certificazioni.
Anche modifiche minime possono comportare costosi processi di riqualifica o blocchi prolungati delle linee produttive. L’hardware OT spesso è in funzione da decenni, perché non può essere facilmente fermato per aggiornamenti. Un update, che per un laptop aziendale rappresenta un semplice inconveniente, può trasformarsi in un disastro se blocca un’intera linea di produzione.
Cyber attacchi vs problemi meccanici
I guasti meccanici seguono schemi prevedibili legati all’usura e alla manutenzione. Gli attacchi informatici, invece, sono imprevedibili, si diffondono rapidamente e colpiscono sistemi critici come workstation e PC industriali.
I recenti attacchi a sistemi SCADA, DCS e HMI mostrano una dinamica chiara: i criminali compromettono sistemi OT basati su Windows e da lì interrompono i processi fisici. A differenza dei guasti isolati, gli attacchi possono bloccare simultaneamente più sistemi. Un esempio è l’attacco del 2025 che ha colpito Jaguar Land Rover, causando mesi di fermo produttivo e perdite miliardarie.
Inoltre, i cyber attacchi sono amplificati dall’uso dell’intelligenza artificiale generativa, che consente agli aggressori di automatizzare e adattare le operazioni in tempo reale. A differenza dei guasti meccanici, non esistono segnali premonitori rilevabili dai sistemi di manutenzione predittiva. In altre parole, le aziende di produzione si trovano ad affrontare un panorama di minacce che evolve più rapidamente di quanto i modelli di rischio tradizionali basati sulla manutenzione riescano a gestire.
Il risultato è chiaro: i guasti informatici sono più rapidi, estesi e dannosi rispetto a quelli meccanici, e il recupero dipende dal ripristino digitale, non da componenti fisici.
Il valore di uno strumento di calcolo di downtime
Lo strumento di calcolo ICS/OT di Acronis offre una stima rapida e concreta dei costi dei downtime su base oraria, mensile e annuale. Analizza variabili come valore della produzione, costi del personale, tempi di recupero e attività necessarie per il ripristino.
Non si tratta di numeri definitivi, ma di una base per comprendere meglio l’impatto economico e valutare strategie di mitigazione come backup immutabili e sistemi di recupero rapido. Una volta compresi i potenziali costi del downtime, è possibile modellare in che modo un’attività di recovery più veloce possa ridurre l’impatto finanziario.
Come la cyber resilience riduce i costi
La vera resilienza OT richiede la capacità di ripristinare rapidamente i sistemi anche dopo un attacco. Soluzioni come Acronis Cyber Protect for OT permettono il recupero in pochi minuti grazie a funzionalità come il ripristino con un clic, utilizzabile anche da personale non specializzato.
L’uso di storage immutabile protegge i backup da ransomware, mentre il ripristino può avvenire anche durante il riavvio dei sistemi, riducendo drasticamente i tempi di inattività.
Queste capacità rispondono al “resilience gap” evidenziato nel sondaggio SANS Institute 2025 ICS/OT, secondo cui molte aziende riescono a rilevare rapidamente gli incidenti ma faticano nella fase di ripristino.
Dalla teoria all’azione
Comprendere il costo del downtime è solo il primo passo. Collaborare con fornitori specializzati come Acronis permette di implementare soluzioni concrete:
• Ripristino rapido con funzionalità One-Click
• Sicurezza e backup integrati per ambienti OT legacy e isolati
• Universal Restore per riattivare vecchi sistemi anche su hardware diverso
• Soluzioni pensate per contesti produttivi reali in cui le competenze IT in loco sono limitate e la continuità operativa è fondamentale
Questi strumenti aiutano a colmare il divario tra rilevamento e recupero, riducendo significativamente l’impatto economico delle interruzioni.
Provare lo strumento di calcolo ICS/OT di Acronis consente alle aziende di quantificare i rischi e adottare strategie efficaci per prevenire perdite finanziarie, trasformando la resilienza informatica in un vero vantaggio competitivo.
Per maggiori informazioni consultare il sito di Acronis
di Francisco Amadi, Partner Technology Evangelist EMEA di Acronis
