Dialoghi per la ricostruzione

L’Italia deve ripartire velocemente. Ma occorre farlo con un’attenzione specifica a salute, ambiente e sicurezza. Ecco i nuovi spunti di ReStart in Green

Legami da ricostruire. Uno su tutti. Per Giuseppe Ippolito – Direttore Scientifico Ospedale Spallanzani “nulla lega di più Ambiente e Salute. Basti pensare alle  infezioni che si sono trasmesse dagli animali all’uomo. La mancanza di controllo sull’Ambiente ha cambiato la catena di comando. C’è bisogno di una Sanità diversa almeno per le malattie infettive. Bisogna puntare su una presenza più capillare dei presidi sanitari sul territorio ed è da ricostruire il rapporto di fiducia col proprio medico di base”.

Progetto PULVIRUS

In tale direzione nasce l’alleanza tra ENEA, ISS (Istituto Superiore Sanità) e SNPA (composto da ISPRA e dalle agenzie regionali del sistema regionale per la protezione dell’Ambiente tra cui quelle di Lombardia, Emillia Romagna, Piemonte, Veneto, Friuli, Lazio . Ha dato vita al Progetto PULVIRUS proprio per analizzare a 360° il legame tra inquinamento dell’aria e COVID-19. Il dataset delle Agenzie e le migliori competenze di ingegneri, chimici, biologi, fisici, tecnici possono essere decisive per capire il nesso tra inquinamento e pandemia. Ne ha parlato Alessandro Bratti, Direttore Generale Ispra, soffermandosi inoltre sulla carenza di impianti di gestione rifiuti, resasi ancor più evidente in fase emergenziale, con importanti differenze tra regione e regione. “L’Ambiente non ha confini di carattere amministrativo e locale. Necessario è costruire una Governance Ambientale che sia centrale e in grado di gestire sempre maggiori complessità”.

Una ripartenza competitiva e sostenibile

In Confindustria per Marco Ravazzolo, Responsabile Ambiente, Aree Politiche Industriali, le matrici ambientali non solo sono oggetto di studio ma costituiscono anche fronti su cui investire. “Bisogna pensare ad una ripartenza che sia competitiva e sostenibile. Al contempo mondo imprenditoriale e quell’Ammnistrazione che pone confini devono parlarsi. Una proposta può essere quella dell’ interpello ambientale, come già accade in materia fiscale. L’impresa può ben chiedere quale sia la via corretta da intraprendereUn diverso modo di bloccare le attività fa male sia all’Economia che all’Ambiente Ad esempio una tecnologia moderna che sostituisca la vecchia dà impatto ambientale migliore. Eppure per questa modifica si apre un procedimento che dura anni, con blocchi e stalli”.

Concorde circa tale fronte di investimento per Next Chem Ilaria Catastini, Communication Manager.  La Finanza sta osservando non i settori tradizionali ma quello della sostenibilità del sistema economico nel lungo periodo. Questa crisi rappresenta una opportuntà straordinaria. Se si apporta un miglioramento ciò deve essere sostenuto da un consenso. È un mercato che va aiutato, Semlificazione ma anche velocizzazione. Corsie prioritarie per soluzioni tecnologiche con impatto ambientale migliore. Sei / sette anni sono troppi e non sono tempi compatibili con un’industria che – si sa – deve trarre profitti dagli investimenti.

Ambiente e sicurezza

Integra tale vision per Clea Ingegneria Lucia Frascaroli, Ingegnere Chimico, indicando come tale sostegno potrebbe avvenire. “In primo luogo tramite i percorsi di certificazione per acccedere ai finanziamenti che l’UE mette a disposizione. Ciò può funzionare anche se la società civile premia queste scelte. Il consumatore deve capire che può scegliere tra un prodotto ecosostenibile e uno che non lo è. Possibili sforzi in più in questa direzione a patto che siano ripagati, se ci si impegna tutti insieme”.

Risponde il fronte che sembra voglia mettere confini, quello amministrativo. Spiega le diverse problematiche Luca Nicoletti – dirigente I Settore Area Servizi Amministrativi e al cittadino, Comune Altamura. “Abbiamo invece dimostrato che grazie ala tecnologia e la riorganizzazione dei processi lavorativi si possono non solo garantire le stesse prestazioni ma anche migliorarle. Ho notato un incremento di almeno il 10% di profitto sia in considerazione della qualità che del carico di lavoro. Anche se si suggeriva di sospendere e congelare noi abbiamo voluto integrare l’emergenza con l’ordinario per accellerare processi di innovazione e miglioramento delle performance. L’Ambiente è non solo un costo ma anche un investimento con credito di imposta, formazione e ricerche di sviluppo. Sono importanti gli incentivi da un punto di vista economico”.

Un aiuto dal Credito d’Imposta

Conferma Fabio Bonasegale, CRS Laghi ma specifica le caratteristiche delle attività affinché tale sostegno vi sia.

Gli aiuti ci sono con il Credito d’ Imposta ma per le attività che accrescano le competenze, sistematiche, trasferibili, nuove e creative. Non in senso assoluto ma relativo all’applicazione. Ricerca applicata e sviluppo sperimentale. Gli imprenditori sono spesso felici di dimostrare di aver fatto sviluppo. Può partecipare un Centro di Ricerca alla divulgazione e anche coinvolgere il collega di Confindustria che abbia avuto una vision, per fare un po’ di evangelizzazione, in una visione sistemica. Quando si ha un problema e si inventa la soluzione quasi sicuramente questa coinvolge il Credito d’Imposta”.

Bisogna quindi sviluppare e costruire un giusta comunicazione. Un vero peccato che certi finanziamenti e fondi non vengano utilizzati.

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a cura di Maria Chiara Di Carlo