I vertici di ANIE hanno incontrato il ministro Adolfo Urso per un confronto su transizione energetica, Transizione 5.0, filiere industriali e Made in Europe. Nel corso del confronto, i vertici della federazione hanno insistito sulla necessità di rafforzare le filiere tecnologiche, accelerare gli investimenti in energia e infrastrutture e sostenere la competitività industriale europea attraverso un quadro normativo stabile e di lungo periodo.
Nel corso del confronto ANIE ha illustrato la visione della nuova Presidenza, ribadendo il ruolo delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche quali leve per la competitività industriale e la transizione sostenibile del Paese.
Le tecnologie sono la leva della produttività
“Le tecnologie rappresentate da ANIE sono oggi una leva essenziale per rafforzare produttività, sostenibilità e competitività industriale”, ha dichiarato il presidente Vincenzo de Martino. “Per sostenere gli investimenti è necessario un quadro normativo stabile e capace di valorizzare le filiere strategiche”.
ANIE Confindustria ha ribadito che la transizione energetica richiede oggi un rafforzamento delle infrastrutture di rete, dei sistemi di accumulo e della capacità produttiva delle principali filiere industriali, insieme a maggiori investimenti nelle tecnologie per l’efficienza energetica.
La Federazione ha sottolineato la necessità di accelerare i processi autorizzativi e semplificare il quadro regolatorio, considerati elementi essenziali per sostenere gli investimenti industriali e accompagnare la crescita.
ANIE ha inoltre manifestato la propria piena disponibilità a collaborare con il MIMIT sul recepimento della direttiva EPBD e della direttiva EED, sottolineando l’importanza di un impegno attivo del Ministero anche sui temi della prestazione energetica degli edifici e dell’efficienza energetica, centrali per il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e competitività industriale.
Occorre rafforzare il Made in Europe
Nel confronto sul Piano Transizione 5.0, ANIE ha sottolineato l’opportunità di rafforzare il principio del “Made in Europe”, estendendolo anche ai sistemi di accumulo e agli inverter, oltre che ai moduli fotovoltaici già previsti dalla normativa vigente. La Federazione ha inoltre proposto l’apertura di una specifica sezione del registro ENEA dedicata ai produttori europei di queste tecnologie.
Il confronto ha dedicato particolare attenzione al tema della produttività industriale. Secondo ANIE, digitalizzazione e automazione rappresentano leve essenziali per colmare il gap di produttività del sistema manifatturiero italiano e rafforzarne la competitività sui mercati internazionali.
Il confronto ha riguardato altresì l’Industrial Accelerator Act europeo, il futuro del Chips Act 2.0 e gli IPCEI, considerati strumenti strategici per sostenere investimenti, innovazione e autonomia tecnologica nelle filiere ad alto valore aggiunto.
Occorre rafforzare la resilienza
“Le recenti tensioni geopolitiche confermano la necessità di rafforzare la resilienza industriale e tecnologica europea”, ha aggiunto de Martino. “Più che misure emergenziali, serve una politica industriale stabile e orientata al lungo periodo”.
La Federazione ha sottolineato, infine, l’importanza di investire nelle competenze tecniche e digitali e di rafforzare la collaborazione tra sistema educativo e imprese, al fine di sostenere la competitività delle filiere industriali avanzate e rispondere all’evoluzione dei fabbisogni professionali.
Nessuna risposta dal ministro
A fronte di richieste tanto importanti per il mondo industriale italiano, è invece mancata una risposta concreta dall’interlocutore politico. Nel comunicato ufficiale, infatti, il Mimit si è limitato a riportare le esigenze espresse da Anie ed il fatto che “il ministro Urso ha condiviso alcuni aggiornamenti rispetto al percorso necessario ad accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili, attraverso una semplificazione delle procedure autorizzative, l’alleggerimento degli adempimenti amministrativi e lo sblocco delle concessioni, con l’obiettivo di favorire investimenti e aumentare la capacità produttiva del Paese. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al tema dello smaltimento dei rifiuti industriali e alla necessità di rafforzare gli strumenti a supporto dell’economia circolare e della sostenibilità dei processi produttivi”.
