Per Vito Coviello (nella foto), Socio AIDR e Responsabile Osservatorio Tecnologie Digitali nel settore dei trasporti e della logistica, l’adagio “prevenire è meglio che curare” vale anche per la manutenzione predittiva delle Grandi Opere Pubbliche.

Sempre secondo Coviello, infatti, il Next Generation Ue offre indiscutibilmente sulla carta una nuova opportunità da non sprecare, le grandi opere che verranno realizzate dovranno, poi, essere adeguatamente manutenute.

In tal senso, la manutenzione predittiva è un tipo di manutenzione che viene svolta per prevenire il deterioramento e intervenire prima, con costi e impatti molto più bassi.

Pensando alle strade, ai ponti e a tante altre Grandi Opere Pubbliche, la manutenzione predittiva si effettua con l’individuazione dei parametri da misurare e con l’elaborazione dei dati attraverso l’uso di appropriati modelli matematici. Il tutto allo scopo di conoscere il tempo residuo prima del guasto e intervenire seguendo il programma.

Oggi possiamo, dunque, prevedere e programmare la manutenzione grazie all’IoT (o Internet delle Cose) seguendo specifici piani indispensabili per garantire il buon funzionamento delle risorse aziendali.

Dalla manutenzione reattiva a quella preventiva

Si tratta di un cambio totale di paradigma perché prima nel campo della manutenzione industriale si applicava il modello di “manutenzione reattiva”, ovvero di risposta al verificarsi del problema.

Oltre ai maggiori costi, la manutenzione reattiva causava problematiche a cascata generate dal guasto a cui seguiva spesso il fermo produttivo.

Dopo la manutenzione reattiva si è applicato il modello di manutenzione preventiva che permette di pianificare per tempo e con razionalità gli interventi ad impianto fermo e senza dare contraccolpi sulla produzione industriale, riducendo i fermi macchina e sostituendo i “pezzi” prima che si arrivi al 100% del logoramento.

Oggi invece è possibile effettuare la manutenzione predittiva grazie all’IoT, che permette di monitorare lo stato di salute degli impianti e dei macchinari indentificando il problema prima che si verifichi.

Come funziona la manutenzione predittiva

La manutenzione predittiva sfrutta tutte le potenzialità dell’IoT e utilizza piccoli sensori elettronici.

In estrema sintesi, oggi abbiamo la possibilità di elaborare enormi quantità di dati che riceviamo da una rete di sensori applicando complessi modelli matematici per utilizzarli in modalità “predittiva”. Questo nuovo e complesso modello di manutenzione è realizzato grazie al “data miming” ovvero all’insieme di tecniche e metodologie adottate per estrarre le informazioni utili ai fini della manutenzione.

La manutenzione predittiva è in grado di monitorare in tempo “reale” il macchinario industriale e, di conseguenza, consente di intervenire prima che il problema si verifichi.

Ma torniamo alle Grandi Opere, come possiamo tutelare il nostro grande patrimonio?

Ai ponti, alle strade e, più in generale, a tutte le grandi infrastrutture pubbliche, si dovrebbe applicare il modello di manutenzione predittiva affiancando anche un modello più snello di coperture di budget, di pianificazione e di assegnazione degli interventi, avendo a disposizione le tecnologie e i modelli matematici che oggi consentono di programmare gli interventi con il supporto di dati certi e in tempo reale, aumentando allo stesso tempo la sicurezza e abbassando i costi.

Dobbiamo pertanto abituarci anche alla conoscenza e all’utilizzo di nuovi termini quali CMMS (Computerized Maintenance Management System) che è il software che garantisce questa evoluzione della gestione della manutenzione. Sono web app dove vengono fatti confluire i dati raccolti dai sensori per le analisi finalizzate a dare soluzioni mirate che anticipano e risolvono i problemi.

Ora non resta che capire se sarà possibile effettuare un cambio di passo e di paradigma anche nei modelli da applicare per la realizzazione e la manutenzione delle grandi opere prima di attuare il Next Generation Plan Italia.