Per molte aziende, il concetto di Industria 4.0 è limitato alla parziale digitalizzazione di alcuni processi produttivi. Questo approccio, come spiega Guido Porro, Managing Director di Dassault Systèmes, migliora i processi, ma non permette di compiere un autentico balzo tecnologico. La vera svolta, all’interno delle aziende, è invece legata alla capacità di creare un gemello virtuale, che replichi perfettamente la versione fisica.

Integrare reale e virtuale apre infatti la strada ad un “nuovo rinascimento industriale, che va oltre il concetto di Industria 4.0, poiché porta ad un innovativo modo di vedere la realtà”. Una tecnologia che permette anche di esplorare nuovi ambiti di mercato. Opportunità che le aziende più visionarie stanno già sfruttando al meglio, come nel caso dell’azienda danese Ecco, che personalizza le scarpe in base ai piedi di ogni singolo cliente.

Il virtuale al servizio del reale

Un simile “rinascimento” è possibile perché la creazione di un gemello virtuale pone il mondo virtuale a servizio di quello reale, creando modelli e simulando un numero infinito di scenari. Una modalità che permette di individuale sempre la soluzione ottimale, poiché frutto di sperimentazioni che possono essere eseguite in poco tempo, senza lo spreco di materie prime e senza mettere a repentaglio la sicurezza di persone e apparecchiature. Una simile svolta, inoltre, sfrutta al meglio le potenzialità dell’Information Intelligence, per estrarre informazioni dai Big Data e fornire supporto alle decisioni.

 

Andiamo oltre il manifatturiero

Contrariamente a quanto si può pensare, però, la creazione di un gemello virtuale non si limita al mondo manifatturiero. Per questo Dassault Systèmes ha investito in modo significativo in un settore affascinante e in forte espansione come quello del Life Sciences e dell’Healtcare, oltre che nella gestione delle città.

A raccontarlo è Chiara Bogo, direttore marketing di Dassault Système, che spiega come 3DExperience rimanga al centro di ogni processo di simulazione. La piattaforma, infatti, viene condivisa tra i team interni ed esterni di un’azienda. In questo modo i team di ricerca e sviluppo non hanno più limiti territoriali. Ogni singolo utente può infatti accedere a tutti i dati aggiornati che lo riguardano, lavorando con i colleghi come se si trovassero nella stessa stanza.

La potenza della piattaforma è poi esaltata dalla possibilità di aggiungere le singole soluzioni verticali, sviluppate per i diversi settori.

Nello specifico l’area 3D modelling è destinata alla progettazione tridimensionale e mette a disposizione una serie di modelli anche per l’ambito chimico, cosmetico e alimentare, che vanno oltre i tradizionali modelli 3D sviluppati in ambito manifatturiero.

Un ambito altrettanto importante è quello della simulazione, spiega Bogo. “Perché il mondo virtuale è a servizio di quello reale, creando modelli e simulando un numero infinito di scenari, grazie ai quali è possibile individuale la soluzione ottimale tra tutte le possibili alternative.

L’information Intelligence, infine, permette di estrarre informazioni dai Big Data, fornendo supporto alle decisioni.

Un mercato, un modello

I singoli settori hanno diverse sfide e tematiche da affrontare, per questa ragione Dassault Systèmes ha creato una serie di team specializzati, in grado di comprendere e affrontare le peculiarità di ogni realtà industriale. “Abbiamo le soluzioni create in base alle esigenze dei clienti, non il contrario”, ha sintetizzato Bogo. Un impegno che porta l’azienda a sviluppare una serie di proposte adatte anche alle PMI italiane attive nei diversi settori industriali. È il caso, ad esempio di Maschio Gaspardo, che produce macchine agricole.

 

Dalla macchina al… cuore

Il gemello virtuale di macchine e impianti industriali segna una svolta nei processi produttivi, ma la frontiera più affascinante è rappresentata dal suo impiego in ambito sanitario. A raccontarlo è Porro, che spiega come Dassault Systèmes sia oggi in grado di creare modelli digitali del corpo umano. Modelli che, però, non sono generici, ma rappresentano effettivamente l’organo di una singola persona. Questo significa disporre  di un modello virtuale “vivente”,  con la possibilità di svolgere test sul posizionamento ottimale dei dispositivi elettromedicali anche in funzione delle sue abitudini di vita di un paziente.

Un risultato frutto di enormi investimenti in ricerca e sviluppo, ma anche dell’acquisizione di aziende leader mondiali nell’ambito della ricerca farmaceutica e dei test clinici. Anche per questo i modelli di Dassault Systèmes sono utilizzati, tra l’altro, per studiare i virus del Covid-19, con l’obiettivo di sviluppare più rapidamente medicinali efficaci contro la pandemia. Così come la piattaforma 3DExperience permette di modellizzare la diffusione dei microbi all’interno di uno specifico ambiente.