La transizione energetica non è più una trasformazione che riguarda esclusivamente il mondo della produzione e della distribuzione dell’energia. L’aumento dei consumi elettrici, la crescita delle fonti rinnovabili, l’elettrificazione degli edifici e della mobilità, la diffusione dei data center e la progressiva digitalizzazione delle infrastrutture stanno ridisegnando l’intero sistema energetico. È in questo scenario che Siemens ha inaugurato a Milano Engage X, un nuovo spazio esperienziale e immersivo all’interno di Casa Siemens, pensato per mettere in relazione tecnologie e applicazioni concrete e accompagnare clienti e operatori nella progettazione della trasformazione.
L’idea alla base dello spazio è quella di creare un luogo in cui il digitale possa incontrare il mondo reale: non soltanto una vetrina tecnologica, quindi, ma un ambiente nel quale simulare infrastrutture, analizzare scenari, individuare possibilità di ottimizzazione e valutare come tradurre successivamente queste scelte nel mondo fisico.
A spiegare la filosofia dell’iniziativa è stato Marco Rastelli, Head of Electrification & Automation di Siemens Italia, che ha sottolineato come Engage X rappresenti l’incarnazione concreta del motto “uniamo il reale e il digitale”. «Questo spazio è lo spazio in cui Siemens mette a disposizione le proprie competenze e la propria tecnologia a servizio dei nostri clienti per accompagnarli nel simulare le proprie infrastrutture e le proprie idee», ha spiegato Rastelli. L’obiettivo, ha aggiunto, è «ideare insieme come renderle più efficienti in un mondo digitale e poi poter implementare le trasformazioni che facciamo sulle infrastrutture nel mondo reale».
Dalla crescita della domanda alla complessità delle reti
La necessità di uno spazio come Engage X nasce dalla crescente complessità del sistema energetico. Da una parte aumenta la domanda di elettricità, alimentata dall’elettrificazione dei consumi, dalla mobilità elettrica, dagli edifici e dai nuovi grandi carichi rappresentati, tra gli altri, dai data center. Dall’altra cresce la generazione da fonti rinnovabili, caratterizzata da una produzione più distribuita e variabile. A questo si aggiunge la necessità di potenziare e rendere più resilienti le reti.
Secondo i dati presentati durante l’evento, entro il 2030 il consumo globale di energia elettrica legato ai data center potrebbe superare i 950 TWh. Parallelamente, la crescente urbanizzazione porterà a una maggiore elettrificazione degli edifici e dei servizi, mentre la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili ha raggiunto nel 2025 il 34% a livello globale.
«Abbiamo un sistema che è diventato estremamente più complesso», ha osservato Rastelli. Per governarlo, secondo Siemens, non è più sufficiente intervenire esclusivamente sulla capacità produttiva o sulla disponibilità di nuove infrastrutture: «Per poter governare un sistema così complicato è necessario digitalizzarlo».
In questo processo, la digitalizzazione diventa quindi una componente della stessa transizione energetica. E l’intelligenza artificiale può assumere un ruolo ulteriore, passando dall’essere una tecnologia utilizzata prevalentemente a supporto delle attività quotidiane a diventare uno strumento per analizzare e gestire infrastrutture sempre più complesse.
«Se noi saremo capaci di digitalizzare le nostre infrastrutture e di utilizzare l’intelligenza artificiale per la gestione delle nostre infrastrutture, saremo in grado di fare la differenza», ha sottolineato Rastelli.
Engage X nasce proprio per portare questi concetti su un piano concreto. Il centro mette infatti insieme tecnologie per l’elettrificazione, l’automazione, il software e la digitalizzazione, mostrando come componenti hardware e sistemi digitali possano essere integrati per affrontare le esigenze dei diversi settori applicativi. Al tempo stesso, il progetto tiene conto di un tema ormai imprescindibile: la cybersecurity. «Digitalizziamo i sistemi perché questa è la chiave vincente però dobbiamo farlo con una particolare attenzione, con una priorità sulla quale non possiamo scendere a compromessi, che è la cybersecurity», ha evidenziato Rastelli.
Il punto di vista del Politecnico di Milano: reti sempre più dinamiche
A portare all’interno dell’inaugurazione la prospettiva del mondo accademico è stato Davide Falabretti, Professore Associato nel Gruppo di Sistemi Elettrici per l’Energia del Politecnico di Milano. Il suo intervento ha contribuito a inquadrare le trasformazioni in corso dal punto di vista degli operatori elettrici e, soprattutto, delle reti.
La crescita delle rinnovabili, ha spiegato Falabretti, introduce nuove variabili: gli impianti sono spesso caratterizzati da una produzione aleatoria, scarsamente programmabile e distribuita sul territorio. Parallelamente, la domanda cambia rapidamente con la diffusione di pompe di calore, mobilità elettrica, climatizzazione e grandi carichi industriali. Tra questi, un ruolo crescente è quello dei data center, per i quali le richieste di connessione in Italia hanno ormai raggiunto dimensioni significative.
La risposta non può essere affidata soltanto all’ampliamento fisico delle reti. Accanto agli investimenti infrastrutturali stanno emergendo nuove tecnologie, dai sistemi di accumulo alle soluzioni per la flessibilità della domanda, che consentono di modulare i consumi e fornire servizi alla rete.
In questo scenario la digitalizzazione assume un ruolo centrale. «I benefici della digitalizzazione per i distributori sono enormi e spaziano in moltissimi ambiti», ha spiegato Falabretti, citando tra gli altri la pianificazione delle reti, la gestione dei guasti e della manutenzione, fino alla possibilità di conoscere con maggiore dettaglio il comportamento dell’infrastruttura.
Il punto di arrivo di questo percorso è rappresentato dal digital twin, la replica virtuale della rete fisica attraverso la quale effettuare analisi e simulazioni sia offline sia in tempo reale. «Costruiamo una controparte virtuale della rete fisica per poter fare valutazioni, analisi, fuori linea, piuttosto che in tempo reale, anche in via preventiva», ha spiegato il docente del Politecnico. Ed è proprio questa convergenza tra infrastruttura fisica, dati e simulazione che rende particolarmente significativo uno spazio esperienziale come Engage X.
La voce degli operatori: dalla rete ai data center
La parte conclusiva della giornata ha portato il confronto sul terreno operativo, con la tavola rotonda moderata da Marco Santagata, Head of Sales Electrification and Automation di Siemens Italia
e la partecipazione di Francesco Gerli, AD di Unareti, e Michele Mazzarelli, responsabile in ambito Digital & AI di ENI.
Dalla prospettiva di Unareti, la sfida non è soltanto quella di aumentare gli investimenti, ma di riuscire a gestire una crescita molto rapida delle richieste e della complessità delle connessioni. Per farlo, la digitalizzazione diventa un elemento abilitante: «Questa cosa non la fai se non hai un modello che replica la tua infrastruttura, che ti permette di verificarne con simulazioni lo scenario», ha spiegato Gerli, richiamando ancora una volta il valore del digital twin e della disponibilità di dati di qualità.
Dall’altra parte, la crescita dei data center porta con sé una sfida energetica altrettanto rilevante. L’aumento della densità di potenza dei sistemi dedicati all’intelligenza artificiale e all’high performance computing rende infatti sempre più importante progettare insieme alimentazione, raffreddamento, resilienza e gestione dell’infrastruttura.
Per Mazzarelli, «la transizione energetica che stiamo vivendo deve essere sostenibile», e sostenibilità significa anche garantire efficienza economica, continuità e capacità di far funzionare le infrastrutture nel tempo. Nei data center ad alta densità, ha spiegato, la componente elettrica diventa uno degli elementi centrali della progettazione: dalla connessione alla rete alla distribuzione interna dell’energia, fino ai sistemi di raffreddamento.
È proprio in questo tipo di contesto che un ambiente come Engage X può assumere un ruolo che va oltre la semplice dimostrazione tecnologica. La possibilità di simulare scenari, mettere in relazione competenze differenti e verificare l’impatto delle scelte prima di portarle sul campo consente infatti di affrontare la complessità con un approccio più integrato.
Ma la tecnologia, da sola, non basta. Un altro tema emerso dalla tavola rotonda è quello delle competenze. Per Mazzarelli, il futuro richiederà profili capaci di muoversi tra software, intelligenza artificiale, sistemi energetici, componentistica e gestione operativa. «Non basta solo dire mettiamoci d’accordo e facciamo delle cose insieme», ha sottolineato Gerli: occorre creare «un ambiente comune» e mettere a disposizione risorse, persone e strumenti per costruire nuovi scenari.
È quindi nella convergenza tra tecnologia, competenze, dati e capacità di simulazione che si colloca il significato di Engage X. Lo spazio inaugurato a Casa Siemens non propone soltanto una fotografia delle tecnologie disponibili oggi, ma vuole diventare un luogo nel quale affrontare concretamente le domande che la transizione energetica pone alle aziende e agli operatori: come aumentare la capacità delle infrastrutture, come renderle più resilienti, come gestire la crescente domanda elettrica e come utilizzare digitalizzazione e AI senza perdere di vista sicurezza, efficienza e sostenibilità.
In altre parole, l’obiettivo è trasformare la complessità in scenari comprensibili e simulabili, prima di tradurli in interventi reali. È qui che il digitale può diventare uno strumento per accompagnare l’elettrificazione e, più in generale, per contribuire a costruire le infrastrutture energetiche dei prossimi anni.
