Lo scorso 12 ottobre, un attacco informatico su larga scala ha colpito le catene di supermercati francesi Intermarché e Coopérative U, compromettendo il funzionamento dei sistemi di refrigerazione e causando il deterioramento di alimenti freschi e surgelati.
Un danno ingente dal punto di vista economico, ma che potrebbe avere anche ripercussioni sulla salute delle persone nel caso in cui i prodotti non venissero smaltiti correttamente.
Spesso mancano le protezioni di base
Vladimir Dashchenko, Principal Security Researcher di Kaspersky, ha sottolineato che “I moderni sistemi di refrigerazione sono un esempio emblematico di sistemi cyber-fisici: dispositivi che possono essere monitorati e controllati da remoto, ma che non sempre dispongono di adeguate misure di sicurezza informatica. In alcuni casi, i produttori non implementano neppure le protezioni di base, come policy rigorose per le password, l’autenticazione a due fattori e altri controlli di sicurezza standard. A questo si aggiungono possibili carenze nei processi di sviluppo sicuro del software e nel relativo ciclo di vita (Secure Software Development Life Cycle, SSDLC).
Spesso questi sistemi cyber-fisici sono connessi a Internet anziché essere adeguatamente isolati dalla rete. I pannelli di controllo dei sistemi di refrigerazione, per esempio, possono essere individuati attraverso motori di ricerca come Shodan e Censys, che indicizzano i dispositivi accessibili online. Ciò significa che, quando un dispositivo è accessibile pubblicamente e configurato in modo non sicuro, può essere facilmente individuato sia dagli amministratori sia da potenziali aggressori.
Secondo i dati di Shodan, oltre 4.500 dispositivi di questo tipo risultano accessibili tramite Internet, mentre Censys ne rileva circa 4.300. Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i sistemi di refrigerazione: anche i sistemi di controllo degli impianti solari e altri dispositivi industriali possono essere individuati online. Ciò aumenta il rischio di accessi non autorizzati, di sfruttamento delle vulnerabilità note e di interferenze con il funzionamento delle apparecchiature.
Le informazioni relative a questo metodo, che consente l’esecuzione da remoto di codice arbitrario su pannelli di controllo per impianti di refrigerazione simili, sono già state rese pubbliche. Inoltre, alcuni produttori non dispongono di meccanismi in grado di garantire l’installazione degli aggiornamenti critici. Questi fattori possono creare condizioni favorevoli ad attacchi informatici capaci di compromettere il funzionamento dei sistemi.
Per ridurre questi rischi, è fondamentale che i produttori integrino la sicurezza informatica fin dalle prime fasi della progettazione, evitando la connessione diretta dei dispositivi a Internet, implementando sistemi di autenticazione robusti e garantendo la distribuzione e l’installazione tempestiva degli aggiornamenti di sicurezza. Allo stesso tempo, le organizzazioni che acquistano queste apparecchiature dovrebbero valutare attentamente le pratiche di cybersecurity dei fornitori, con particolare attenzione alla gestione delle patch, alla protezione degli accessi da remoto e alla capacità di rispondere alle vulnerabilità individuate”.
