Sistemi per il controllo industriale: violate facilmente le gru!

I ricercatori Trend Micro hanno simulato attacchi ai sistemi di controllo per le gru. I trasmettitori e i ricevitori sono risultati troppo hackerabili

I sistemi per il controllo industriale risultano nel 2019 uno dei principali target verso cui i cybercriminali hanno deciso di indirizzare i loro attacchi mirati. La ragione è molto semplice: le industrie sono solitamente ricche ed un danno alle loro attività può inoltre provocare pesanti ripercussioni non solo sulla produzione dell’azienda stessa, ma anche alla salute dei lavoratori o ai cittadini. Basti pensare al sabotaggio di un’azienda che si occupa di gestione delle acque o di una attiva nel mondo dell’elettricità: esiste il rischio che i cittadini rimangano senza servizi primari per diverso tempo. A tutto ciò si aggiunge la presenza nelle industrie di sistemi, apparecchiature e macchinari ancora una volta troppo poco sicuri.

Lo dimostra un recente studio effettuato da Federico Maggi e Marco Balduzzi, ricercatori di Trend Micro, che hanno voluto testare i sistemi per il controllo industriale nel settore edile, carroponti e della logistica. In particolare, è stata analizzata la sicurezza delle gru a fronte di un possibile attacco hacker sferrato tramite i dispositivi radio usati dagli addetti ai lavori proprio per utilizzare le gru.

Il risultato mostrato alla seconda edizione della Trend Micro Cyber Conference è stato nefasto: nessuno dei trasmettitori e ricevitori dei 7 produttori analizzati si è salvato. Chi più, chi meni erano tutto violabili. E’ emerso infatti che i cybercriminali, in poco tempo e con ridotte risorse, erano in grado di sferrare con successo 5 tipologie differenti di attacco.

LE VIOLAZIONI AI SISTEMI DI CONTROLLO INDUSTRIALE

Per prima cosa si è scoperto che gli algoritmi che generano i codici scambiati tra i dispositivi di trasmissione erano identici: i criminali informatici potevano pertanto copiare semplicemente il segnale e rinviarlo alla gru, la quale eseguiva la medesima azione che il lavoratore autorizzato aveva richiesto.

attacchi sistemi di controllo industriale

I più esperti hacker erano invece in grado di modificare il codice stesso attraverso tecniche di reverse engeenering. In questo modo era possibile inviare istruzioni “nuove” alla gru attaccata.

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Ancora più facile si è dimostrata la possibilità per i cybercriminali di bloccare la gru fino al pagamento di un riscatto o al ritrovamento in cantiere del dispositivo (dal valore di 40 dollari) che invia continuamente le frequenze per bloccare il macchinario.

Con il Malicious Re-pairing è stato invece clonato il trasmettitore, permettendo così di prendere completamente il controllo del macchinario. Infine attraverso appositi malware (malicious re-programming) i criminali informatici erano in grado di riprogrammare c i dispositivi ed addirittura estrarre il firmware in modo da gestire i macchinari anche da remoto.

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L’avvento dell’Internet of Things e dell’Industria 4.0 sta portando all’introduzione del software nei settori più tradizionali, tanto da attirare i cybercriminali: i produttori di tali sistemi dovrebbero quindi utilizzare tecnologie open e/o standard, rolling-codes e firme digitali, oltre che proteggere il firmare dei propri dispositivi. Allo stesso tempo gli utilizzatori di queste tecnologie sono invitati ad aggiornare costantemente i device e cambiare regolarmente il codice di associazione tra trasmettitore e ricevitore” ha sottolineato Federico Maggi.

Le 10 vulnerabilità scoperte dai ricercatori Trend Micro sono state comunicate ai 7 produttori, i quali hanno introdotto patch correttive, migliorato il circolo di sviluppo del software e accresciuto la loro consapevolezza sulle minacce.