EOS meets the Media: Politecnico di Torino e Prosilas scommettono sull’Additive Manufacturing

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Le due realtà italiane collaborano da anni con EOS per offrire affidabilità, innovazione e professionalità ai propri partner

L’evento EOS meets the Media, organizzato a Milano da EOS, ha restituito l'immagine di un’Italia di innovazione, forte del successo d’impresa ed esperta nell’offrire e sperimentare il futuro della formazione e della ricerca di alto livello. L'incontro aveva come obiettivo quello di presentare due realtà, il Politecnico di Torino e Prosilas, che da anni scommettono sul mondo dell’Additive Manufacturing, a tal punto da essere considerate due vere e proprie eccellenze nell’innovazione del settore non solo a livello nazionale, ma anche a livello europeo.

Da anni, il polo universitario piemontese e l’impresa marchigiana, nata nel 2003 da una visione di Giulio Menco, collaborano con la società tedesca per offrire il massimo livello di affidabilità, innovazione e professionalità ai propri partner – sia nel campo della ricerca, sia in quello della prototipazione e della produzione industriale. Da una parte, infatti, l’impegno costante nell’Additive Manufacturing ha portato l’ateneo torinese a creare una vera e propria rete di progetti e collaborazioni, in Italia e all’estero, con enti pubblici e aziende private che oggi lo rendono il principale punto di riferimento universitario per il settore AM all’interno del vecchio continente, grazie anche alla creazione del centro interdipartimentale Integrated Additive Manufacturing. Dall’altra, invece, queste tecnologie hanno anche trasformato il sogno di Giulio Menco in una solida realtà, un partner affidabile per ogni tipo di settore e di impresa nel nostro Paese e anche oltre i confini nazionali, passando dalla realizzazione di giochi per bambini alla prototipazione di parti e intere carene per alcuni dei più importanti marchi dell’automotive e del mondo delle corse su due e quattro ruote.

“Credo che il mondo della ricerca e quello dell’imprenditoria in Italia possono trarre lezioni importantissime dall’esperienza del Politecnico di Torino e di Prosilas, che hanno saputo innovare i settori in cui operano percorrendo una strada ancora poco battuta in Italia”, ha commentato Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di EOS. “I successi accademici e imprenditoriali di questi due campioni dell’Additive Manufacturing ci fanno capire come sul nostro territorio ci siano davvero straordinarie opportunità sia in termini di business, sia sotto il profilo della formazione per quei talenti che rappresentano la base del successo di questo mondo nei prossimi anni. Essere promotori della crescita e dell’espansione di questo ecosistema ci rende orgogliosi e ci fa capire che stiamo andando nella giusta direzione per migliorare il futuro di questo Paese.”

Grazie alle tecnologie EOS, entrambe le realtà hanno potuto evolvere ed espandere il proprio raggio d’azione con un incremento costante della propria capacità di innovare il mercato della stampa 3D sia in Italia, sia all’estero. Il loro spirito innovativo ha permesso loro di ottenere risultati importanti e di creare relazioni con aziende pubbliche e private che oggi sono ancora più importanti per ottenere il massimo da una tecnologia dalle potenzialità innovative per ogni tipo di settore e applicazione.

Pionieri della ricerca nell’AM: l’esperienza del Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino ha deciso già negli anni Novanta di dare grande spazio al mondo della manifattura additiva all’interno dei suoi percorsi formativi, concentrandosi inizialmente sulla Rapid Prototyping per poi interessarsi all’intero spettro delle opportunità offerte dall’Additive Manufacturing. Era il 1991, infatti, quando all’interno del gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino (DIGEP), il professor Iuliano e il professor Ippolito svilupparono il primo progetto di ricerca a livello internazionale sul tema. Iniziò allora un’avventura che vide le prime pubblicazioni scientifiche sul mondo dell’AM tra il 1995 e il 1996, per contribuire poi nel 2004 a definire le regole per il Design for Additive Manufacturing e iniziare la prima collaborazione interdipartimentale con il professor Fino e il suo gruppo di ricerca dei materiali nel 2005 che portò, quello stesso anno, all’acquisto della prima EOS M 250, per la produzione additiva di metalli.

Dopo anni di sperimentazione sui sistemi EOS, che nel 2007 portano l’ateneo a collaborare anche con Avio Aero per lo sviluppo della produzione EBM di pale per turbina in TiAl, nel 2010 il Politecnico di Torino inizia poi una collaborazione continuativa con l’Istituto Italiano di Tecnologia, che porta all’acquisto di un altro sistema dell’azienda tedesca, l’EOS M 270. Per arrivare infine al 2015 quando il polo universitario piemontese crea una partnership con il consorzio Prima Industrie per lavorare a un nuovo progetto europeo. Grazie alle competenze sviluppate nel corso di quasi trent’anni di attività il Politecnico di Torino ha quindi deciso di creare il centro universitario interdipartimentale Integrated Addditive Manufacturing (IAM), che al suo interno racchiude il Dipartimento di ingegneria Gestionale e della Produzion (DIGEP), il Dipartimenti di Ingegneria Informatica e dei Controlli (DAUIN), il Dipartimento di Ingegneria delle Scienze applicate e Tecnologia (DISAT), il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) e il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET), con l’obiettivo di tracciare nuovi percorsi nella gestione, sviluppo e ricerca in un mondo complesso come quello dell’Additive Manufacturing.

“In questi anni di lavoro, ricerca e formazione, abbiamo imparato a conoscere il mondo della manifattura additiva e a sperimentarne le caratteristiche per creare innovazione” ha spiegato Luca Iuliano, professore di Tecnologie e Sistemi di Produzione del Politecnico di Torino. “Un percorso che ci ha portato a stringere rapporti e collaborazioni con altri atenei italiani, oltre a istituzioni, nazionali e internazionali, e aziende private di ogni tipo e dimensione. Questo ovviamente non sarebbe stato possibile senza una tecnologia affidabile e in costante sviluppo come quella offerta da EOS. Sistemi e soluzioni che ci hanno permesso di raggiungere importanti risultati come la vittoria di bandi internazionali e lo stanziamento di fondi di ricerca. Successi che oggi sono la cifra di quella profonda convinzione del fatto che in Italia si possa fare innovazione e che il nostro Paese possa davvero essere fondamentale per l’evoluzione del business anche in questa quarta rivoluzione industriale, così come lo è stato nelle precedenti.”

Quando la stampa 3D è un sogno di famiglia: la storia di Prosilas

Un processo evolutivo, questo, che sicuramente, in Italia, trova un esempio d’eccellenza imprenditoriale in Prosilas. Nata 15 anni fa dall’idea visionaria di un ingegnere marchigiano, che voleva creare plastici per il mondo dell’architettura, oggi questa azienda rappresenta uno dei più importanti poli industriali del nostro Paese per la produzione di polimeri ad alto impatto ingegneristico. Era il 2003, infatti, quando Giulio Menco decise con altri due soci di aprire la sua società investendo da subito nell’acquisto della prima macchina EOS P 380. All’inizio l’idea era quella di produrre prototipi utili alle progettazioni di architetti e ingegneri. Questa attività, però, non fu mai realmente sviluppata come linea di business e da subito l’imprenditore suscitò l’attenzione di una grande azienda del settore dedicato ai giochi per bambini, come Clementoni, e di alcune imprese del comparto dell’illuminotecnica, come iGuzzini. Angolazioni commerciali a cui nessuno aveva pensato in precedenza e che invece originariamente furono il motore di uno sviluppo che non tardò ad arrivare e che oggi vede l’azienda come la più importante realtà italiana per la sinterizzazione laser di polimeri.

Nel 2008 i due soci, però, abbandonano l’azienda e così la famiglia Menco decide di rilevarla completamente per non perdere la scommessa fatta cinque anni prima. Vanna Menco, figlia di Giulio, subentra come amministratore delegato e nel 2009 l’impresa decide di investire nuovamente nella storica collaborazione con EOS, acquistando un nuovo sistema EOS P 395 per la produzione di polimeri garantendo così una crescita esponenziale dei volumi di attività e fatturato. Prosilas, quindi, sceglie di orientare gran parte della sua attenzione verso la produzione di grandi parti e si specializza in modo particolare nel settore dell’automotive, rinnovando il suo parco macchine ogni anno fino ad arrivare, tra il 2017 e il 2018, all’acquisto di quei due sistemi EOS P 770 che hanno portato la PMI italiana ad avere un totale di 9 sistemi della società tedesca per la sinterizzazione plastica. Queste ultime macchine, inoltre, hanno permesso a Prosilas (unica azienda in Italia ad avere due soluzioni di stampa 3D di questo tipo all’interno dei propri spazi) di avere due camere di lavorazione ancora più grandi, con una capacità di volumi di produzione maggiori che hanno consentito all’impresa di raggiungere nel 2017 un fatturato di oltre due milioni di euro, con uno staff che da una persona nel 2003 oggi conta circa 20 dipendenti e un modello di business tanto flessibile da poter passare dall’automotive al fashion e dal settore dei giocattoli per i più piccoli a quello dell’healthcare.

“Dirigere oggi l’azienda fondata da mio padre tanti anni fa è un bel sogno che si realizza” ha commentato Vanna Menco, Amministratore Delegato di Prosilas. “Certo non è stato facile, ma credo di poter dire che noi siamo la conferma del fatto che l’Italia sia pronta ormai per l’Additive Manufacturing e questo è sottolineato anche dalla varietà dei settori e dei clienti con cui ci confrontiamo ogni giorno, passando dai giochi per bambini alla MotoGP e dalla Formula 1 al settore della moda. Un ventaglio di nuove opportunità che si arricchisce costantemente grazie alla flessibilità di una tecnologia, come quella proposta da EOS, che ci permette di diversificare la nostra attività, rispondendo nella maniera migliore a ogni esigenza dei nostri clienti e raggiungendo sempre nuovi traguardi sia in termini di business, sia sotto il profilo dell’innovazione.”