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    Nasce il Chips Act italiano

    By Massimiliano Cassinelli08/08/20233 Mins Read
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    Chips Act italiano prevede un credito d’imposta sino alla fine del 2027 e la creazione di un Comitato tecnico per la Microelettronica

    Con l’approvazione del “DL Asset”, nel corso del Consiglio dei Ministri del 7 agosto, nasce il “Chips Act” italiano sulla scorta di quello approvato in Europa. Le misure, in parte illustrate dal Ministro Adolfo Urso, puntano a sostenere la filiera della microelettronica con un credito d’imposta sino alla fine del 2027. A questo si aggiunge la creazione di un Comitato tecnico permanente per la Microelettronica al Mimit, al quale partecipoerà, per l’analisi scientifica, anche il Centro italiano per il design dei circuiti integrati e semiconduttori. Verranno inoltre incrementati  gli stanziamenti annuali per la Ricerca Scientifica e tecnologica, sfruttando anche le opportunità offerta dal finanziamenti comunitari.

     

    La valutazione di ANIE su Chips Act italiano

    Una serie di novità accolte con entusiasmo da Anie. Filippo Girardi, presidente di ANIE Federazione, ha infatti affermato: «Il Chips Act rappresenta una straordinaria opportunità per l’industria dell’elettronica italiana. Migliora la sicurezza degli approvvigionamenti, dà una prospettiva di resilienza e sovranità tecnologica nel settore dei chip e dei semiconduttori, e altrettanto fa per lo sviluppo di nuove opportunità commerciali. Non da ultimo, crea le condizioni per una occupazione di qualità. ANIE, insieme a Confindustria, ha presidiato il dossier durante tutto l’iter legislativo, alimentando una continua interlocuzione con il Mimit, la Rappresentanza Permanente a Bruxelles, e i deputati europei. Accogliamo dunque con favore il testo del decreto e ribadiamo il nostro impegno ad assicurare ogni possibile collaborazione direttamente con le Istituzioni per supportare lo sviluppo di politiche industriali di settore. Soprattutto per il piano nazionale sulla microelettronica, annunciato dal ministro Adolfo Urso».

     

    Un mercato da 1,6 mld di euro

    Nel 2022 le vendite di semiconduttori in Italia hanno generato un giro di affari complessivo di 1,6 mld di euro, con una quota del 3,3% circa dell’intero mercato europeo che nel 2022 ha superato i 54 mld di dollari (Fonte: WSTS – World Semiconductor Trade Statistics). L’industria è il principale mercato italiano di destinazione dei semiconduttori, con circa il 40% delle vendite complessive destinato al solo settore automotive.

    La produzione di semiconduttori in Italia si inquadra nel più ampio settore della Componentistica elettronica che vede nel nostro Paese una base manifatturiera di grande rilievo. Con un valore della produzione industriale poco inferiore ai 7 miliardi di euro, l’Italia è il terzo produttore di componentistica elettronica, dietro a Germania e Francia, dell’Unione europea che ha concentrato in cinque Paesi oltre il 70% della produzione industriale del settore.

    Il piano della Commissione, con una previsione di 43 mld di euro di investimenti pubblico-privati, punta a promuovere la ricerca e l’innovazione per ridimensionare la dipendenza dalla Cina e dagli altri Paesi asiatici e raddoppiare la quota di mercato dell’Europa dal 10 al 20 per cento entro il 2030. L’Italia, con i 3,9 mld di euro del Fondo per la microelettronica, darà il via a progetti di revamping e di nuovi stabilimenti produttivi.

     

    Anie Chips Act credito d'imposta Filippo Girardi
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    Massimiliano Cassinelli

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