È giunto sino alle porte di Palazzo Giustiniani il Progetto LucAS, incentrato non soltanto sull’Ambiente ma anche sulla Salute di tutti i cittadini, in un binomio che appare sempre più indissolubile.
Nella splendida cornice di Sala Zuccari è lunedì 13 Aprile 2026 la data in cui verranno illustrate ulteriori nuove evidenze per le politiche pubbliche.
Il vantaggio ulteriore che le politiche green sono in grado di apportare non è, tuttavia, misurabile soltanto in termini di progresso e di sviluppo. Al centro di qualsiasi progetto è posto in realtà l’individuo, o meglio: il cittadino – imprenditore e non – con interessi che si possono declinare in termini sia economici che di benessere.
Il Progetto LucAS: interdisciplinare, interistituzionale ed integrato
Tramite la conoscenza dei territori e l’adozione di politiche innovative il progetto LucAS riesce ad essere interdisciplinare, interistituzionale ed integrato.
Oramai tutto orientato verso una luminosa prospettiva è il Progetto LucAS. Il primo obiettivo è stato quello di sempre: la tutela dell’Ambiente. Ciò che tuttavia ha reso questo progetto diverso dagli altri è l’impiego di tutte quelle azioni che, in tale alveo, sono state sapientemente finalizzate alla salvaguardia della salute. Di fatto non si è voluto prescindere da una profonda conoscenza dei territori. Senza trascurare l’adozione di politiche innovative finalizzate a diffondere una cultura partecipata della sorveglianza sanitaria.
Un acronimo a prima vista semplice da racchiudere in sé un progetto in 3D se si guarda alle tre aree oggetto di studio.
Nell’ambito della sfera dell’Ambiente particolare cura è dedicata ad acqua, aria, suolo, biosistemi, all’esposizione a fattori di rischio e agli strumenti di sorveglianza ambientale.
Dal punto di vista della Salute è considerata l’esposizione a fattori di rischio, prevenzione, sorveglianza sanitaria.
Ma anche la Società è considerata in questo coniugare due beni talvolta in contrasto. Se chi opera in ambito ambientale può danneggiare gravemente la salute o favorirla ciò è spesso dovuto a fattori socioeconomici e culturali, la cui analisi non è trascurata al fine di individuare le radici poste alla base soprattutto delle best practices.
Un polo di ricerca diffuso sul territorio
E nella Società è ancora protagonista l’individuo con ricognizione degli studi e delle attività relative allo stato di salute sia della popolazione che dell’ambiente. L’impegno – tra gli obiettivi quinquennali del progetto – è tutto teso alla realizzazione di un Polo di Ricerca diffuso sul territorio che non trascuri la formazione professionale specialistica sui temi Ambiente e Salute. Cruciale è la valutazione tramite studi epidemiologici della qualità dell’ambiente e dello stato di salute proprio di quelle popolazioni esposte a pressione ambientale.
“Si vuole favorire l’implementazione di interventi di prevenzione mirati alla correzione di fattori di rischio modificabili, in base a quanto rilevato sperimentalmente tramite programmi specifici o di miglioramento dell’aderenza di quelli esistenti” ha tenuto a precisare il dott. Antonio Donato Marra, Direttore Generale di Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata.
La Farbas – in qualità di ente di ricerca senza scopo di lucro promosso dalla Regione Basilicata – da sempre ha particolarmente a cuore i progetti di studio e ricerca su Ambiente e Salute”.
Ed è per questo che nell’ambito del Progetto LucAS il Direttore Generale negli ultimi tempi ha profuso un costante e meticoloso impegno per realizzare una valente squadra di lavoro. In cui le potenzialità di ciascun singolo o stakeholder sono state prima individuate e poi valorizzate.
Anche le attività della Farbas sono ancora più conosciute ed apprezzate su più fronti ed in più ambienti. Grazie ad un’azione sinergica con il Presidente, il CdA, ed ad una intensa attività di comunicazione i vari studi all’interno dei diversi progetti sono stati valutati sia sotto il profilo scientifico sia sul piano istituzionale.
Prevenire le emergenze ambientali
Non è mancata la mise en place di uno studio capillare, con protagonisti sempre più di rilievo nel prevenire le emergenze ambientali e l’impatto della produzione di petrolio e delle attività industriali. Con il supporto di Enti coinvolti quali Arpab ed istituti di ricerca prosegue l’impegno nell’ambito del “Nuovo Protocollo d’Intenti della Concessione Val d’Agri” tra Eni SpA, Shell Italia E&P S.p.A. Totale, Mtisui e la Regione Basilicata, con la finalità di promuovere iniziative di sostenibilità ambientale e lo sviluppo a livello nazionale. Attraverso un monitoraggio approfondito nelle aree di maggiore rischio è stata finalizzata un’attività di sorveglianza ad ampio spettro per l’attivazione di politiche per la salute diffuse sul territorio, anche grazie alla valutazione del contesto epidemiologico locale.
Ben otto le aree in fase di analisi: 1) SIN Ferrandina (Sito di Interesse Nazionale) 2) Pollino (Area Nordoccidentale), 3) Centro Olio Val D’Agri (COVA), 4) Centro Italia (Area ad alto inquinamento spesso riferita all’area industriale di Avigliano/Potenza) 4) SIN Tito Scalo (Sito di Interesse Nazionale) 5) Valle del Sauro – Tempa Rossa (zona di estrazione Total), 7) SIN Pisticci (Sito di Interesse Nazionale) 8) Val Basento (citata separatamente come area d’influenza complessiva).
Particolare concretezza, in definitiva, costituisce il comune denominatore delle azioni sinergiche profuse. Presso il Senato della Repubblica verranno così presentati i risultati delle nuove ulteriori evidenze, maturate tra studi rivolti ad una maggiore conoscenza del territorio ed attività di prevenzione a tutela della Salute e dell’Ambiente.
Maria Chiara Di Carlo

