Sul caso Whirlpool Patuanelli replica: “noi non dobbiamo trovare supporto economico agli operai che restano senza lavoro. Noi dobbiamo trovare, e lo stiamo facendo, un imprenditore serio che voglia investire in quella fabbrica”

Rispondendo al Question Time, il ministro del Ministero dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli è tornato sul caso Whirlpool, la multinazionale che ha confermato l’intenzione di chiudere l’impianto produttivo di Napoli.

Questo il testo integrale dell’intervento:

“comunico che il tavolo permanente su Whirlpool, già istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico con la presenza del Ministero del Lavoro, è un tavolo aperto già dal 2019, quando l’azienda comunicò che entro quell’ottobre del 2019 avrebbe chiuso lo stabilimento per poi aderire alla nostra richiesta. L’obiettivo era quello di avere più tempo, anche per una maggiore analisi delle motivazioni reali per cui si stava abbandonando quello stabilimento. Sono motivazioni che oggettivamente abbiamo compreso fino ad un certo punto. In realtà gli investimenti fatti in quello stabilimento sono stati tanti negli anni da parte di Whirlpool. Le linee sono linee all’avanguardia, sono linee di produzione automatizzate. Sono infatti linee che hanno una grande capacità produttiva. Evidentemente è stato sbagliato il prodotto, ma allora per risolvere il problema non è che si chiude ma si cambia il prodotto. Su questo c’è stata grande disponibilità da parte del governo di accompagnare questo momento. Nonostante l’interessamento diretto del Presidente del Consiglio, che ringrazio anche perché il 30 ottobre assieme abbiamo interloquito con il CEO di Whirlpool America Blitzer. Ciò non è però servito a convincere Whirlpool a tornare sui propri passi. Voglio dire però che noi abbiamo messo a disposizione la decontribuzione al 30% fatta dal Ministro Provenzano, che vale ovviamente su tutto il territorio del Sud. Ci sono 20 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Campania. Ricordo poi che c’è la possibilità di un contratto di sviluppo. Sono incentivi per supportare impianti, macchinari, licenze per un minimo di 20 milioni, ma facciamo contratti di sviluppo anche da 150 milioni. Noi abbiamo dato ampia disponibilità ad usare anche queste risorse. Ci sono gli incentivi per gli investimenti in ricerca e sviluppo, che sono misti tra fondo perduto e prestiti, e generalmente vengono concessi per finanziare nuovi prodotti e processi. Quindi esattamente per questa finalità. Inoltre ci sono i benefici fiscali sotto forma di credito d’imposta che può essere applicabile sugli investimenti nel sito. C’è il nuovo fondo del MiSE sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, dove possiamo utilizzare 10 milioni di euro (tra equity e fondo perduto). I prestiti Sace che avrebbero potuto accompagnare questo percorso. Un pacchetto, quindi, oggettivamente senza precedenti che è stato messo a disposizione di Whirlpool per restare. Quello che dico oggi è che, considerato che lo stipendio è garantito fino al 31 dicembre, noi non dobbiamo trovare supporto economico agli operai che restano senza lavoro. Noi dobbiamo trovare, e lo stiamo facendo, un imprenditore serio che voglia investire in quella fabbrica e metteremo a sua disposizione tutti questi strumenti. Credo che la strada ci sia e le interlocuzioni che abbiamo in questo momento sono fondate e serie. Abbiamo fatto il possibile per fare restare Whirlpool a Napoli. Oggi dobbiamo fare il possibile, e sono certo che ci riusciremo, per garantire che quelle persone non perdano il lavoro ma che rimangano operative in quello stabilimento, anche se con un altro gruppo e un altro prodotto”.