Lo spatial computing permette di ottimizzare la produzione, la logistica e ridurre il time to market dei prodotti

spatial computing

Lo Spatial Compunting è in mezzo a noi senza che molti lo sappiano. Ad affermarlo è Valentin Heun, VP of Innovation Engineering di PTC che ha evidenziato alcuni ambiti applicativi di questa innovativa tecnologia. Lo spatial computing permette ad esempio di calcolare i tempi di attesa alla fermata della metro tra un convoglio e il successivo, supportare i roobot come Roomba nella definizione dell’area e tempistiche con le quali pulire il pavimento, oppure in aiuto della navigazione stradale per definire la strada migliore da dover percorrere per arrivare alla destinazione desiderata in base al traffico e ad altri fattori.

Ma cosa è quindi lo Spatial Computing?

Si tratta di un concetto teorizzato a partire dal 2003 da uno studente del MIT Media Lab (Simon Greenwold) e reso oggi possibile grazie all’avvento di tecnologie quali l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things e la realtà aumentata. Si tratta in particolare di poter associare la localizzazione nello spazio di oggetti o veicoli, il loro movimento e le loro interazioni, il tutto supportato e ottimizzato dalla gestione dei dati.

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La vera novità riguardante lo Spatial Computing consiste nella sua entrata nelle aziende italiane e i vantaggi che queste realtà possono ottenere introducendo tale tecnologia.

Facendo riferimento al settore manifatturiero viene innanzitutto migliorata la sincronia tra uomo-macchina e ottimizzato lo spazio di lavoro in modo da aumentare l’efficienza di coordimento nel processo lavorativo. I miglioramenti riguardano non solo quando ad interagire sono le macchine con gli essere umani, ma anche tra persone e oggetti, oppure soltanto tra macchine.

Molto interessanti anche i benefici in ottica di riprogrammazione dei robot: grazie a piattaforme intuitive, i compiti delle diverse macchine possono essere riprogrammati in real-time senza necessità di lunghi downtime o particolari competenze ingegneristiche. Tutto ciò permettte di ridurre i colli di bottiglia nella produzione, migliorare l’efficienza del lavoro, aumentare la sicurezza, e velocizzare l’immissione sul mercato di nuovi prodotti.

Nel settore della logistica lo Spatial Computing consente di creare magazzini moderni ed automatizzati sullo stile di Amazon, quast’ultima capace di recapitare il giorno successivo migliaia di ordini. Attraverso questa tecnologia, a dispetto di come potrebbe fare un essere umano manualmente, è possibile gestire in modo perfetto la struttura del magazzino stesso, predisponendo e catalogando la merce nel migliore dei modi.

Bisogna infine sottolineare come la realtà aumentata aiuti a semplificare l’interazione con le soluzioni di Spacial Computing, permettondo di visualizzare più facilemente i diversi dati grazie a dashboard intuitive. Un esempio molto significativo in questa direzione è quello che riguarda il settore retail. Supponendo di essere in un supermercato nel reparto corn flakes, attraverso un’apposita applicazione è possibile visualizzare e selezionare quali di essi ad esempio hanno un particolare ingrediente, mostrando gli altri con una X sopra in realtà aumentata. Modificando alcuni paramentri sarà così facile trovare visulmente il prodotto che rispecchia maggiormente i miei desideri.