Fase 2: Giuseppe Conte è ancora vago

Riunita la Cabina di regia, per discutere come affrontare la Fase 2. Ma il Governo non anticipa nessuna misura, limitandosi ad un post (piuttosto vago) del presidente Conte

Le misure della cosiddetta “Fase 2” determineranno la nostra vita nel corso dei prossimi mesi e avranno un’importanza determinante sia nella lotta al Virus, sia nell’organizzazione del lavoro. Le aziende, in particolare, devono capire con urgenza quali misure adottare per poter tornare a produrre garantendo la sicurezza dei propri dipendenti.

Anche per questa ragione, nel corso del ciclo di webinar “ReStart in Green” (promosso da BitMAT dal 27 al 30 aprile) il 29 aprile alle 14.30 il confronto sarà focalizzato su “Salute e Lavoro”, con la partecipazione di Fabrizio Pregliasco – Virologo e Docente Dell’universita’ Statale Di Milano, Patrizia Tullini – Docente di Diritto Del Lavoro e Relazioni Industriali Università di Bologna e Giuseppe Vadala’ – Commissario Straordinario per la Bonifica delle Discariche Abusive.

Conte rimane vago

In attesa di quella data e della Fase 2, c’era molta attesa per la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali di sabato sera. Un incontro durante la quale, con i ministri competenti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha aggiornare la delegazione di governatori, sindaci e presidenti di provincia sullo schema di lavoro per la “fase 2” che l’Esecutivo sta portando avanti. Un’attività coadiuvata dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico.

Il post di Conte

“Al termine della riunione, però, il Governo non ha emesso nessun documento ufficiale, ma ancora una volta Conte ha preferito pubblicare un post, peraltro privo di indicazioni operative:

Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione.

Nel frattempo continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere.

Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione.
Un piano così strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto.

Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working.

Sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio.”

L’auspicio è che, nelle prossime ore, vengano fornite informazioni concrete, per consentire alle aziende di predisporre le misure necessarie alla riapertura delle attività produttive.