L’efficienza energetica è gestita dall’intelligenza artificiale

Il Gruppo Metron, specializzato nell’ottimizzazione energetica per l’industria, propone una soluzione, basata sull’intelligenza artificiale per ridurre i consumi

Ad un anno dall’acquisizione della società italiana L’Énergie, il gruppo Metron sta investendo per affermarsi, nel nostro Paese, nelle vesti di azienda specializzata nell’ottimizzazione energetica per l’industria. Un ambito in cui numerose realtà stanno già operando, ma che Metron affronta con la forza di un’esperienza internazionale e con figure di primissimo piano, come il  Vice President Energy Efficiency Services Ignace de Francqueville. Proprio de Francqueville, essendo stato il fondatore di L’Énergie, possiede un notevole conoscenza delle realtà nazionali.

 

Nonostante l’esperienza maturata, non sarà facile affermarsi in Italia…

Da 15 anni io opero in Italia, proprio nel settore energetico, che conosco bene anche per la mia esperienza in realtà come EDF ed Edison. Certo ci sono numerosi concorrenti, ma l’attenzione all’efficienza energetica è elevata e noi proponiamo una soluzione innovativa, basata su intelligenza artificiale e data science. Proprio la capacità, comprovata, di offrire soluzioni rivoluzionarie si permette di acquisire sempre nuovi clienti.

 

Oltre all’impiego di queste tecnologie innovative, cosa vi contraddistingue?

Noi siamo Energy Manager. Questo ci permette, ancor prima di implementare una soluzione, di capire le reali esigenze di un cliente. In questo modo il risparmio energetico non influisce mai sulle performance produttive. Poi l’impiego delle soluzioni tecnologiche permette di operare in modo scientifico, senza gli errori e le scelte dettate dalle sensazioni del momento. Si tratta di una svolta importante, soprattutto per le realtà molto complesse, che permette di creare scenari prima non immaginabili. Il tutto sfruttando le soluzioni individuate attraverso l’intelligenza artificiale.

 

Come si arriva a queste scelte?

Non è un processo immediato, ma dobbiamo partire dal fatto che una serie di attività vengono già delegate ai processi digitali. Questo genera fiducia e rappresenta il primo passo verso la possibilità di esplorare nuove soluzioni. In pratica se collego un sistema al Plc o al MES, la raccolta dei dati mi permette di creare un modello digitale del suo comportamento. Partendo da quello, posso iniziare uno studio reale. Tutto ciò, inoltre, avviene operando in tempo reale e, quindi, le correzioni possono essere apportate immediatamente.

 

Alcuni processi hanno però dinamiche lente, per quale ragione è così importante operare in real time?

Operare in real time permette ai miei modelli di seguire le performance attuali. Quindi, se il sistema esce dal proprio target, è possibile intervenire subito e non quando gli sprechi si sono già verificati. Inoltre, operando su modelli, riesco a quantificare istantaneamente i benefici. In estrema sintesi, l’ottimizzazione in tempo reale simula la realtà del sistema, che viene poi sviluppato. La nostra architettura, oltre a indirizzare le scelte più corrette, può anche agire. Quindi, non appena il sistema esce dal range prefissato, interviene per ripristinare le condizioni ideali.

 

Parlando di real time, il Cloud Computing offre prestazioni adeguate in termini di latenza?

Attualmente quasi tutte le soluzioni che abbiamo implementato operano in Cloud, perché permette di avere le risorse di elaborazione necessarie ad un controllo energetico sofisticato come il nostro. In Italia, però, esistono aree in cui la Rete non garantisce prestazioni adeguate e, in questi casi, possiamo operare anche con soluzioni di Edge Computing per garantire il rispetto dei tempi previsti.

 

Assegnare il controllo a un’intelligenza artificiale, di contro, non porta al rischio di operare in modo “astratto” rispetto alla realtà di un processo industriale?

Questo rischio non si corre, poiché la nostra piattaforma opera sempre in una situazione contestualizzata e si basa sulla conoscenza dell’intero processo. Ad esempio il sequenziamento della macchine industriali è tipicamente predefinito. Ma noi possiamo ricalcolare la sequenza ottimale, simularla e poi inserirla nel sistema di controllo. In questo modo si ottengono le migliori performance dal punto di vista energetico, ma senza mai perdere il controllo. É emblematico il caso di un nostro cliente, chiamato a gestire dei gruppi frigo. A fronte di una bolletta energetica da 2 milioni di euro, ha ottenuto un risparmio energetico dell’8%, senza nessun impatto sul processo produttivo.

 

Quali sono le competenze necessarie a un’azienda per gestire una simile piattaforma?

In realtà la piattaforma è gestita interamente da noi. Sono i nostri esperti che analizzano la situazione del cliente e sviluppano le soluzioni di controllo ottimali. Noi non vendiamo un prodotto, ma definiamo insieme degli obiettivi di risparmio e ci impegniamo a raggiungerli, sfruttando anche l’esperienza che abbiamo maturato negli anni e che implementiamo nella nostra piattaforma di ottimizzazione.

 

Per la raccolta dei dati, invece, quali strumenti di misura installate e con quali protocolli?

Questo è un altro aspetto peculiare della nostra offerta: noi non installiamo nessuno strumento di misura, ma raccogliamo solo i dati registrati dagli strumenti dei clienti. Il nostro gateway, infatti, possiede le interfacce necessarie per dialogare con tutti i protocolli impiegati in ambito industriale. Ovviamente, se il cliente lo desidera, lo possiamo supportare nella scelta e nell’architettura ideale per i suoi strumenti di misura, ma senza mai imporre le nostre scelte.

 

Alcuni Vendor di strumentazione, però, sono vostri concorrenti. Come vi relazionate con loro?

Noi abbiamo competenze specifiche nell’ambito dell’analisi e della pianificazione, quindi cerchiamo di dialogare con tutti, perché le nostre soluzioni vanno oltre l’attività di misura e raccolta dei dati. Inoltre non entriamo nella conduzione del processo, ma solo nella gestione energetica. Il tutto attraverso moduli specifici, in grado di vedere l’azienda nella sua completezza. Noi operiamo in una nicchia molto specifica, ovvero l’ottimizzazione della componente energetica. Per tutto il resto, invece, siamo complementari alla loro attività e lavoriamo in un’ottica da partnership e integrazione.

 

A livello contrattuale, invece, proponete al cliente un obiettivo misurabile di risparmio energetico?

Pur essendo una Esco certificata, nel manifatturiero abbiamo scelto di non operare sulla base di obiettivi percentuali e definiti contrattualmente. Una simile scelta, infatti, porta a contratti molto rigidi e ad un rapporto di concorrenza anziché di collaborazione. Già dalla fase di studio iniziale, infatti, il cliente cerca di fare proprie le nostre idee, per abbassare da subito i consumi e, quindi, riconoscerci un minor premio. Ciò genera una logica di contrapposizione. Per questo abbiamo scelto di operare insieme, con l’obiettivo di massimizzare il risultato. Noi proponiamo solo una piattaforma di ottimizzazione energetica e, se i risultati non sono soddisfacenti, il cliente è libero di non rinnovare il contratto. Il tutto senza nessuna ripercussione sui sui processi, poiché noi acquisiamo solamente i dati energetici. Tipicamente proponiamo un Roi inferiore ad un anno. E il fatto che i nostri clienti continuano a rinnovare i contratti è la dimostrazione migliore del fatto che hanno sperimentato risparmi significativi.