Paolo Arrigoni ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente del GSE. Una decisione improvvisa, che è arrivata ad oltre un anno dalla scadenza naturale della carica. In un messaggio affidato ai social, Arrigoni ha motivato la scelta di “intraprendere nuove sfide professionali”.
Nel lungo post, diffuso nel pomeriggio di martedì 27 gennaio, Arrigoni ha scritto:
“Dopo quasi 3 anni di mandato e molti traguardi raggiunti assieme, dal 1° febbraio 2026 lascerò la Presidenza del Gestore dei Servizi Energetici.
La decisione non è stata facile, ma è arrivato il momento di intraprendere nuove sfide professionali.
Ringrazio i colleghi del CdA e i membri del Collegio Sindacale, con i quali vi è stata da subito e costantemente piena armonia e totale condivisione nelle scelte strategiche che hanno fatto evolvere il ruolo del GSE a soggetto centrale, motore e abilitatore della transizione energetica al servizio del Paese. E questo è molto importante.
Ringrazio sentitamente tutto il personale, a partire dal mio staff, una squadra di donne e uomini, molti giovanissimi, oltre 700 persone che, in questi quasi tre anni alla guida del GSE, ho osservato operare quotidianamente, apprezzandone competenza, responsabilità, passione, spirito innovativo e profondo senso delle Istituzioni: valori non comuni, che conserverò con stima e riconoscenza.
Oggi il GSE ha un volto nuovo, riconosciuto da molti. Non è più percepito come un ostacolo burocratico allo sviluppo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, ma come un alleato prezioso al servizio di cittadini, imprese, operatori, associazioni e Pubbliche Amministrazioni.
Insieme abbiamo lavorato e investito per rafforzare il dialogo con il territorio, diffondere la cultura della sostenibilità, colmare la distanza con i nostri interlocutori, migliorare l’accessibilità agli strumenti di sostegno per la transizione energetica e consolidare il ruolo del GSE come partner tecnico affidabile ed efficiente del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Governo.
Un sentito grazie ai Ministri Giorgetti e Pichetto Fratin per la fiducia accordata nell’avermi indicato alla Presidenza del GSE”.
Le ragioni dietro la scelta
Le dimissioni sono arrivate improvvisamente (ragione per la quale è logico supporre motivazioni ben diverse rispetto a quelle ufficiali) e persino il GSE si è limitato ad uno scarno comunicato ed ai ringraziamenti di rito: “Paolo Arrigoni ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio di Amministrazione della società, a un anno dalla scadenza naturale del mandato, prevista in occasione dell’approvazione del Bilancio d’esercizio 2026.
Come precisato dallo stesso Arrigoni le dimissioni, che decorrono a partire dal 1° febbraio 2026, sono
state rese per motivi strettamente personali. Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il Presidente Paolo Arrigoni per l’attività svolta e per il contributo fornito nel corso del mandato”.
A questo punto, quindi, sarà il Consiglio di Amministrazione a dover gestire la transizione e nominare il successore. Il tutto in un momento delicatissimo per migliaia di aziende italiane che sono ancora in attesa di conoscere l’esito delle loro domande legate ai piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0. Domande ancora in attesa di risposte ed i cui tempi rischiano di allungarsi ulteriormente dopo le dimissioni di Arrigoni.