Un portale per difendere l’IoT

La piattaforma Verizon Managed Certificate Services è progettata per autenticare oggetti e macchine, proteggendo i dati che questi trasmettono

Entro il 2020, i dispositivi connessi a Internet, quali automobili, contatori intelligenti e sistemi di domotica, saranno milioni. Per questo motivo Verizon sta lanciando un nuovo portale aziendale, semplice da utilizzare, per la sua piattaforma dedicata all’emissione dei Managed Certificate Services, che rilascia certificati digitali e si occupa della gestione su larga scala delle implementazioni legate a IoT.
Offrendo un primo livello di protezione, la piattaforma Managed Certificate Service (MCS) di Verizon è specificamente progettata per autenticare oggetti e macchine (molto simile all’autenticazione a due fattori), verificandone le identità per lo scambio sicuro di informazioni e proteggendo i dati che trasmettono.

Il nuovo portale di certificazione di Verizon offre una gestione del business più semplice senza grandi investimenti di capitale da parte delle aziende, soprattutto in ambito manifatturiero o media, che hanno implementato soluzioni IoT e/o machine-to-machine (M2M) tradizionali. Il nuovo portale, con un modello di fatturazione basato sull’utilizzo, permette alle aziende di controllare la gestione dei costi relativi alla protezione di Internet of Things.

I certificati, ad esempio, possono essere rilasciati nel corso della produzione o, nel caso dei contatori smart, installati presso il cliente. In questo modo, i dispositivi possono essere autenticati quando “parlano” tra loro mantenendo una connessione sicura per il traffico in transito. I dispositivi non configurati con un certificato non saranno in grado penetrare o “attaccare” la rete, aiutando così a proteggere la energy grid.
La piattaforma MCS di Verizon è anche in grado di aiutare le aziende a rispettare le normative, con l’obiettivo di proteggere le connessioni device-to-machine e machine-to-machine presenti nelle automobili, nei contatori intelligenti e nei sistemi di domotica.
Del resto, secondo il recente Harvard Business Review Internet of Things report, garantire la privacy e mantenere la compliance alle norme vigenti rappresenta, per il 46% delle aziende, il primo ostacolo allo sviluppo di IoT. Mentre un altro 28% sono preoccupate per la protezione dei sensori utilizzati da IoT e dei dati associati.