Monitorare ogni step della catena del freddo grazie alle nuove tecnologie, per combattere il food waste e ottimizzare i processi

Le tecnologie digitali per una catena del freddo smart

Minsait ha organizzato, in collaborazione con Adobe, una tavola rotonda alla quale hanno preso parte alcuni dei principali player del settore italiano della catena del freddo, come EPTA, Nomad Foods, Unes Supermercati e Refrigera Show, fiera internazionale dedicata alla refrigerazione industriale, commerciale e logistica. Ne è emerso che le tecnologie digitali svolgeranno un ruolo decisivo per la nascita di una catena del freddo smart, tracciabile e sostenibile. La digitalizzazione consentirà di integrare tutta la filiera creando una Digital Supply Network in grado di rispondere alla crescente esigenza dei clienti di conoscere l’origine e la conservazione dei prodotti riducendo lo spreco di cibo.

In Italia, il settore del freddo vale più di 10 miliardi di euro di fatturato e occupa più di 170 mila addetti, con una costante crescita a doppia cifra e previsioni altrettanto positive per il prossimo quinquennio, ha spiegato all’apertura della tavola Davide Lenarduzzi, General Manager di Refrigera Show. “L’Italia è leader globale e annovera numerose tra le più importanti realtà e professionalità che caratterizzano il mercato internazionale”, ha affermato.

Secondo Sergio Scornavacca, Industry & Consumer Market Director di Minsait Italia, “Gli attori che esistono sulla catena del freddo hanno dei protocolli, tecnologie, procedure ed esigenze diverse. Spesso operano come silos indipendenti dal punto di vista tecnologico, e quello che spesso ci viene richiesto riguarda l’integrazione: governance, sicurezza digitale e fisica, sostenibilità. Il nostro DNA ingegneristico lo caliamo in funzione delle esigenze del settore. Poniamo sempre l’accento sulla potenzialità dei dati, sul monitoraggio, la gestione e le connessioni che ne derivano. Lo facciamo attraverso procedure in real time e sistemi di alerting, algoritmi di predizione e tematiche di risk management”.

Stando a un report della FAO, circa il 30% del cibo prodotto globalmente viene sprecato nella food supply chain. Una cifra che può essere ridotta attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, come l’Internet of Things, mirate al tracciamento e al controllo dei prodotti.

Da un punto di vista ambientale, inoltre, il 15% dell’energia globale derivante dai combustibili fossili viene utilizzata per la refrigerazione del trasporto alimentare. Ottimizzare i processi attraverso l’introduzione di Intelligenza Artificiale nei processi di ricezione, uscita o prelievo può contribuire a ridurre il consumo di energia e l’inquinamento.

Una maggiore sostenibilità della catena passa anche dall’integrazione della filiera. Oggi la catena del freddo è composta da tanti silos funzionali, ognuno con le proprie piattaforme e procedure, con un basso grado di interazione tra i vari step. Il raggiungimento di una maggiore interoperabilità tra questi silos significa partire da un allineamento di processi e tecnologie per arrivare alla rottura dei silos funzionali, per la creazione di una Digital Supply Network.

Michele Vitali, Group Commercial Services Director di EPTA, parla della propria esperienza da protagonista nella cold chain: “La sfida per il futuro è assicurare le migliori performance ed una ridotta carbon footprint, in linea con le regolamentazioni più stringenti del settore. Garantire un basso impatto ambientale significa non solo offrire sistemi a refrigerante naturale tecnologicamente avanzati, ma puntare anche sulla massima efficienza di processo e continuità di esercizio, offrendo servizi di assistenza e consulenza after-sales e programmi di telemonitoring. Il monitoraggio da remoto dei parametri, la diagnostica predittiva e gli interventi tempestivi sono infatti sinonimo di affidabilità e consumi minimi.”

Renato Roca, Southern Europe Marketing Director di Nomad Foods Europe, holding che gestisce brand come Findus, indaga sul concetto di qualità: “Si tratta di un concetto olistico e nell’alimentare non è più solo legata al gusto e alla qualità della materia prima, ma anche alla gestione dei processi produttivi, del ciclo socio-economico, alla sostenibilità”.

Il manager di Nomad Foods, inoltre, racconta dell’importanza della trasformazione digitale per il settore e per la propria azienda: “L’apporto dei dati è diventato fondamentale per avere la tracciabilità di un prodotto, per veicolare i messaggi e comunicare in maniera mirata con i consumatori. La digitalizzazione per noi è in continuo divenire, siamo nel cammino. È un discorso che ci attraversa a tutto tondo: in termini di trasparenza, tracciabilità nei confronti del consumatore; in termini di gestione della filiera produttiva e logistica; in termini di gestione della vendita; in termini di comunicazione digitale”.

All’interno di questa trasformazione digitale Alessandro Barchetti, Digital & Innovation Director di Unes Supermercati, evidenzia le sfide che il settore sta già affrontando: “Una filiera del freddo ben gestita riduce gli sprechi e genera fiducia nei clienti. Una proposta è quella di utilizzare l’IoT su tutta la filiera, ad esempio con dei piccoli sensori, per gestire le informazioni e garantire degli standard. La gestione di decine di migliaia di frigoriferi in una catena di supermercati è un problema gigante: poter recuperare questi dati e convogliarli in una piattaforma che gestisca in tempo reale lo stato e le variazioni di questi frigoriferi permette di intervenire tempestivamente, evitando problematiche sanitarie e gestionali. Inoltre entro pochi anni, attraverso un attento utilizzo delle tecnologie blockchain, i clienti potranno sapere in maniera univoca tutto il percorso di un determinato prodotto, dalla produzione alla tavola”.

Infine, Fabio Spaghetti, Partner Manager di Adobe Italia, fornisce la propria visione sulla catena del freddo: “La storia termica di un elemento è testimonianza di qualità, affidabilità e sicurezza. Questo porta alla trasformazione dei modelli tradizionali che conosciamo in qualcosa di sempre più creativo”.