Se anche i macchinari agricoli e industriali si vendono online

I dati dell’Ossevatorio 2018 di Trademachines tratteggiano l’emergere di un nuovo modello di business in Italia

La compravendita online dei macchinari agricoli e industriali usati è ormai un nuovo modello di business anche nel nostro Paese.

Lo dicono i risultati dell’Osservatorio 2018 di Trademachines, piattaforma globale specializzata nel “listing” di macchinari usati. Fondata a Berlino nel 2013, oggi è in grado di intercettare le offerte presenti in 190 Paesi, tra cui l’Italia che in Europa rappresenta uno dei mercati più interessanti.

A quanto pare, infatti, con Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia a guidare la classifica delle regioni in cui si concentra la domanda, il trend che emerge chiaro è che trattori, escavatori e gru sono i prodotti più “cliccati” sui motori di ricerca, mentre tra i top brand spiccano John Deere, New Holland e Makita.

Secondo l’Osservatorio 2018, anche se il mercato dei macchinari è sotto la media dell’attuale digitalizzazione globale, le aste online stanno aumentando a cadenza giornaliera.

Come riportato in una nota ufficiale da Heico Koch (nella foto in alto) fondatore e CEO di Trademachines: «Il fenomeno è già iniziato da qualche anno, come ha rilevato anche Ritchie Brothers, leader globale nella vendita di macchinari usati, che ha dichiarato un incremento delle vendite online dal 36% del 2012 al 50% del 2016. Per questo prevediamo un forte sviluppo di questo nuovo modello di business anche in Italia sia per la sua forte vocazione agricola e manifatturiera, sia perché si tratta di un Paese in cui l’ecommerce ha ancora un fortissimo potenziale di crescita. In Italia, infatti, la percentuale di chi sceglie questo canale di acquisto si attesta solo al 20% contro il 70% di Paesi come la Svezia».

Secondo l’Osservatorio 2018 di Trademachines, nelle top categories ricercate da chi intende acquistare un macchinario di seconda mano rientrano quelli agricoli (46% del totale), a seguire gli elevatori (20%), i macchinari per la lavorazione del legno (12%), per l’edilizia (10%) e per la lavorazione dei metalli (2%).

Potenziale da non sottovalutare dall’ecommerce dell’usato
Il second hand nel canale online, dunque, sembra destinato a essere una risorsa cruciale per le imprese agricole e manifatturiere italiane, contando che nel nostro Paese solo la filiera agroalimentare rappresenta l’11% del PIL e quella metalmeccanica circa l’8%.

Dunque l’ecommerce dell’usato è un potenziale da non sottovalutare.