Rockwell Automation presenta la Fabbrica del Futuro

Il nuovo spazio tecnologico all’interno del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna offre esperienze immersive per scoprire l’applicazione delle nuove tecnologie al mondo industriale

Se vi capita di passare da Bologna, non potete perdervi il Museo del Patrimonio Industriale, con la sua nuovissima area dedicata alla Fabbrica del Futuro – che ospita anche un pannello donato da Rockwell Automation – inaugurato poco più di un mese fa, il 13 marzo 2019.

“Sono veramente molto lieto di essere stato invitato all’inaugurazione dello spazio Fabbrica del Futuro all’interno del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Per quanto mi riguarda è un evento straordinario, non solo per la presenza di Rockwell Automation all’interno della Fabbrica del Futuro, ma anche, e soprattutto, per il fatto che sia stato fortemente voluto e creato uno spazio museale dedicato alle nuove tecnologie e alla loro applicazione ed evoluzione nel mondo Industriale”, scrive Fabrizio Scovenna, Country Director Rockwell Automation Italy, nel blog dell’azienda.

Fabbrica del Futuro è uno spazio espositivo interattivo e multimediale, realizzato dal Museo grazie alla collaborazione di aziende e università. Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, i visitatori possono vivere un’esperienza coinvolgente ed immersiva, toccando con mano e sperimentando l’oggetto dell’esposizione.

Il pannello donato da Rockwell Automation è una delle tappe di un viaggio guidato attraverso cinque isole tematiche – simulazione, realtà virtuale, additive manufacturing, automazione industriale e big data – che offre la possibilità di toccare con mano le opportunità offerte dall’automazione.

I visitatori avranno inoltre modo di sperimentare le enormi possibilità offerte dall’interconnessione di dispositivi, macchine e sistemi.

“Pensando al numero di persone di ogni età che ogni anno visita i musei, credo sarebbe utile promuovere e moltiplicare iniziative di questo genere volte alla diffusione della cultura dell’innovazione. Ciò è determinante nel guidare le generazioni future nelle proprie scelte formative e nell’incentivare chi è già all’interno di un contesto produttivo ad arricchire il proprio patrimonio conoscitivo con nuove competenze”, conclude Fabrizio Scovenna.