Il futuro dei giovani tecnici nelle PMI

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Il 42% delle imprese italiane ha difficoltà a reperire figure professionali adeguate alle proprie necessità operative

Si è svolto ieri, presso la sala convegni dell’Istituto di Istruzione Superiore G. Giorgi in Viale Liguria 19 a Milano, l'incontro Il futuro dei giovani tecnici nelle PMI, organizzato da A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie. Obiettivo dell'incontro, richiamare l’attenzione di Imprese, Scuole e Istituzioni su uno dei temi centrali per il rilancio e lo sviluppo della manifattura italiana e dell’economia del nostro paese.

Relatori d’eccellenza alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista e imprenditrice Cristina Melchiorri: Melania De Nichilo Rizzoli, Assessore all’Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia, Elena Buscemi, Consigliere delegato a Lavoro, Politiche Sociali della Città metropolitana di Milano, Angela Izzuti, Professoressa Dirigente Scolastico IIS-Giorgi e Paolo Galassi, Presidente di A.P.I.

“Le PMI di oggi devono necessariamente affrontare al meglio le sfide evolutive del contesto in cui si trovano a operare, soprattutto in termini d’innovazione e internazionalizzazione. Preparare i giovani in modo adeguato rispetto alle necessità delle Imprese, per agevolare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, sensibilizzare gli Imprenditori all’attivazione di percorsi di formazione on the job e le Istituzioni a rendere più snelli i processi di inserimento in azienda: questi i principali focus del dibattito concepito per aprire un dialogo tra le parti e favorire una maggiore consapevolezza sulle esigenze concrete delle PMI del futuro.” commenta Paolo Galassi, Presidente di A.P.I., che aggiunge: “In uno scenario di mercato come quello attuale, infatti, sempre più dinamico e globale, puntare sull’innovazione diviene la leva strategica per le Imprese per crescere e restare competitive. I giovani, con un’elevata formazione tecnica, rappresenteranno, dunque, una nuova linfa vitale in grado di contribuire con idee e contenuti all'evoluzione delle nostre aziende. Abbiamo scelto di organizzare l’incontro in una scuola proprio per favorire il dialogo e contribuire a una progettazione condivisa per lo sviluppo della rete di relazioni tra istituti scolastici, enti formativi e imprese.”

Questo è il sentiment delle imprese associate che emerge anche dall’indagine svolta, nei mesi di maggio e giugno, dall’ufficio studi di A.P.I. I dati rilevati, presentati durante l’evento, evidenziano chiaramente come circa il 42% delle imprese abbiano difficoltà a reperire sul mercato figure professionali adeguate a rispondere alle proprie necessità operative. Tra i profili più ricercati spiccano: operai specializzati (28%), periti meccanici (24%), laureati in area tecnico-scientifica (16%) e personale con competenze in marketing e comunicazione (12%). Tra i dati più significativi, a tale mancanza circa il 25% degli intervistati sopperisce attraverso la formazione diretta in azienda, il 22% si rivolge ad A.P.I., il 18% alle agenzie per il lavoro, mentre 14% si rivolge agli ITS del territorio.

Il 58% del campione si dice interessato a ospitare in azienda giovani tecnici attraverso progetti di formazione di alternanza scuola/lavoro, tirocini e stage, soprattutto nelle aree logistica/produzione (45,5%) e ricerca e sviluppo (21%). Nonostante ciò, numerose sono ancora le barriere che ne ostacolano l’applicazione, tra le più significative la difficoltà di gestire minorenni in azienda, la mancanza di spazi per ospitare gli studenti e di personale da dedicare alla loro formazione.

“Il rapporto tra tecnologia e lavoro fa parte, da sempre, della storia dell’economia industriale del nostro Paese. Dobbiamo colmare il gap con gli altri Paesi europei. Oggi, come allora, l’avvento dell’Industria 4.0, ha portato alla nascita di nuovi paradigmi produttivi con impatti inevitabili sul mercato del lavoro. La formazione è un caposaldo imprescindibile, bisogna favorire l’apprendistato e l’alternanza scuola lavoro. Infatti, cambia, nella manifattura, il significato di “operaio specializzato” per cui si richiedono “tecnici” con competenze di alto livello.” Interviene Paolo Galassi, che conclude “I costi della formazione però, come evidenziato dagli imprenditori, gravano, per la maggior parte dei casi, sulle Imprese. Il nostro auspicio, in qualità di Associazione, è incoraggiare un dialogo aperto e continuo tra Imprese, Scuola e Istituzioni, al fine di lavorare tutti insieme per promuovere una cultura che valorizzi i talenti, che inizieranno la loro carriera professionale nel mondo delle PMI. Abbiamo scelto di organizzare l’incontro in una scuola proprio per contribuire a una progettazione condivisa per lo sviluppo della rete di relazioni.”

“La vostra relazione ha messo a nudo il tema del ‘mismatch’, che la Regione Lombardia, con un investimento di 8 milioni di euro l’anno, più altri 2,2 previsti dalla Legge di Bilancio nazionale del 2018, sta combattendo con lo strumento della formazione tecnica superiore, canale formativo di eccezionale efficacia per le aziende che ricercano personale qualificato”, ha dichiarato l’Assessore regionale a Istruzione, Formazione e lavoro, Melania Rizzoli. “Infatti, l’offerta formativa è ‘disegnata’ sui bisogni professionali delle aziende, che rappresentano il 42 per cento dei partner delle Fondazioni. Di conseguenza, l’80 per cento degli studenti che completano la propria formazione trova lavoro entro 12 mesi. Sul territorio operano 20 Fondazioni ITS che erogano 88 percorsi in tutti gli ambiti tecnologici e che registrano anno dopo anno un aumento significativo delle iscrizioni, 2.000 nel 2017-18. Per l’anno formativo 2018-19, considerando lo stanziamento sull’apprendistato, la dotazione finanziaria sarà di 11,75 milioni di euro. Crediamo che, con il vostro coinvolgimento, la crescita qualitativa e la moltiplicazione di questi percorsi rimarrà la via più produttiva per risolvere i problemi di occupazione nella nostra Regione.”