Sostenibilità energetica: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Una ricerca commissionata da Schneider Electric rivela che le aziende non sono pronte per la nuova economia dell’energia

Pronte ad affrontare i nuovi scenari dell’energia ma ancora lontane da una pianificazione ed esecuzione integrata delle strategie energetiche e di sostenibilità.
Sono le aziende interpellate in uno studio di GreenBiz Research reso noto da Schneider Electric. Condotto su 236 grandi aziende in tutto il mondo, quest’ultimo evidenzia come, nonostante la gran parte si senta pronta per affrontare un futuro decentralizzato, decarbonizzato e digitalizzato, sono ancora troppe a non prendere le necessarie misure per integrare e fare evolvere i loro programmi energetici e di sostenibilità.

Stando a quanto emerso dal report, la gran parte delle aziende hanno ancora un approccio piuttosto convenzionale alla gestione dell’energia e alla lotta al cambiamento climatico. 
Manca, inoltre, la capacità di coordinare l’azione dei dipartimenti che si occupano di procurement, operations e sostenibilità e restano ancora inefficienze nella raccolta e condivisione dei dati.

Basti pensare che, a fronte di un 81% di aziende che ha aggiornato i propri programmi per l’efficienza energetica o hanno in piano di farlo, solo il 30% o meno ha preso in considerazione nuove opportunità come le microgrid e il demand response.

L’85% degli interpellati ha, inoltre, dichiarato che la loro azienda ha intenzione di mettere in campo entro i prossimi tre anni azioni per fare in modo che i propri piani di riduzione delle emissioni di CO2 possano competere con quelle dei leader in questo campo.

Ma i progetti avviati o in fase di sviluppo fanno affidamento in modo significativo sulla conservazione dell’energia, dell’acqua e sul tema della gestione degli sprechi: poche delle aziende rappresentate nello studio stanno implementando strategie e tecnologie più avanzate per gestire l’energia e le emissioni.
image015Solo il 30% ha implementato o sta attivamente pianificando di usare soluzioni di stoccaggio energetico, microgrid, cogenerazione di calore ed energia o un qualche mix di queste tecnologie.
E solo il 23% ha messo in campo strategie di demand response o prevede di farlo nel breve termine.

Gli ostacoli a una gestione integrata della energia da affrontare
Un grande ostacolo può essere dato dall’allineamento interno. Il 61% dei rispondenti ha dichiarato che nella loro azienda le decisioni in tema di energia e sostenibilità non sono prese in modo ben coordinato, coinvolgendo i diversi team e dipartimenti interessati – e in particolar modo questo avviene in aziende del settore beni di consumo e del settore industriale –. Inoltre, una percentuale analoga di rispondenti ha dichiarato che la mancanza di collaborazione è una sfida da affrontare.

image016Anche la gestione dei dati è stata citata come ostacolo a una gestione integrata dell’energia e delle emissioni di CO2. Il 45% degli interpellati ha affermato che i dati nella loro organizzazione sono molto decentralizzati e sono gestiti a livello locale o regionale. 
Il 65% delle persone che hanno individuato nella “insufficiente disponibilità di strumenti e metriche per condividere i dati e valutare i progetti” un ostacolo che impedisce di lavorare in modo trasversale, inoltre, fanno parte di aziende che gestiscono i dati a livello locale, regionale o nazionale – ma non globale.

Lo scenario italiano
Come riferito in una nota ufficiale da Giancarlo Terzi, VP Energy and Field Services di Schneider Electric in Italia: «La sintesi emersa è coerente con lo scenario italiano: decentralizzazione, decarbonizazione e digitalizzazione sono oggi una realtà anche nel nostro Paese. In questo contesto è necessario passare da un approccio inizialmente focalizzato al solo risparmio, a uno più ampio di gestione dell’energia».