Smau “made in Campania”: dalla manifattura all’agricoltura

L’incontro dedicato ad imprese e innovatori e alla condivisione delle esperienze di trasformazione digitale nel territorio

Smau Napoli all’insegna dell’Open Innovation: un modello di collaborazione tra imprese e startup, spin off e centri di ricerca che nella due-giorni alla Mostra d’Oltremare hanno avuto occasione di entrare in connessione in modo nuovo.

E proprio con l’obiettivo di valorizzare le esperienze di innovazione, facendone modelli da cui altre realtà possano attingere e prendere ispirazione, le ventuno imprese e amministrazioni pubbliche premiate con il Premio Innovazione a Smau Napoli si sono raccontate durante i Live Show, eventi in live streaming che hanno scandito il programma della due giorni. Fra le realtà premiate, anche tante esperienze di innovazione “made in Campania”, storie diverse germogliate all’interno di grandi aziende manifatturiere e di Pmi, ma anche di imprese agricole o società pubbliche.

Fra i casi di innovazione legati all’industria 4.0 premiati a Smau Napoli, figura Leonardo (ex Fimeccanica) con la sua innovativa piattaforma Morpheus VR: sviluppata in rete con Pmi innovative, università e centri di ricerca consente l’utilizzo della realtà virtuale immersiva per la formazione e l’addestramento dei tecnici. Nel settore dell’aerospazio ecco anche l’esperienza di TECNAM che, all’interno del Distretto Aerospaziale Campano – DAC e in parternariato con altre aziende costruttrici, PMI e consorzi, ha sviluppato un progetto focalizzato sulla ricerca di tecnologie e processi di produzione a basso costo per strutture in materiale composito per veivoli.  La EMA – Europea Microfusioni Aerospaziali è invece la capofila di un progetto di ricerca che ha portato a significativi miglioramenti nei processi di manifattura coinvolti nella produzione di pale per le turbine dei moderni motori. Ha deciso di scommettere sulla ricerca anche Carpisa, che al suo interno ha sviluppato un avanzato laboratorio di progettazione 3D per la ricerca di nuovi materiali e nuove soluzioni per la valigeria.

Settore dell’agrifood

Non mancano i casi di innovazione che arrivano dal settore dell’agrifood. Ecco che La fabbrica della Pasta di Gragnano ha realizzato un pastificio 4.0 in grado di coniugare l’artigianalità della produzione di pasta di alta qualità con le più moderne tecnologie: un software sviluppato internamente consente di controllare e modulare la produzione, mentre una rete di sensori monitora temperatura e umidità, vengono poi rilevate in tempo reale anche la qualità degli ingredienti, le condizioni dell’impasto e le sue reazioni al mutare delle condizioni esterne. Fra le realtà d’eccellenza del territorio campano anche la Società Agricola Adinolfi, guidata dalla 23enne Ida Adinolfi, che ha deciso di scommettere sulla produzione biologica e sulla riduzione dell’impatto ambientale, anche attraverso la scelta di affidarsi solo alle ortoraccoglitrici elettriche per la raccolta. Arriva dall’Abruzzo l’esperienza dell’Azienda Agricola Scipioni, altra realtà impegnata sul fronte della riduzione dell’impatto ambientale, cui si associa un’intensa attività di ricerca: la startup abruzzese, associata a Confagricoltura – ANGA è stata scelta di recente come fornitore di patate da McDonald, che ha avviato una politica volta all’introduzione di prodotti salubri. Parte dalla Puglia la “sfida” di Infoagri.eu, portale diventato in breve tempo un punto di riferimento a livello nazionale per il settore dell’agricoltura perché consente di far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, compravendita immobiliare, informazioni di carattere amministrativo e servizi a 360 gradi nel mondo agricolo.

Settore della sanità

Riflettori puntati anche sulle innovazioni che arrivano dal settore della sanità. Fra le realtà cui è stato assegnato il premio innovazione, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Antonio Cardarelli di Napoli, il cui centro di Formazione e Ricerca Biotecnologica è stato individuato come sede ufficiale del Robotic Academy Intuitive Naples, impegnato nella formazione di chirurghi in arrivo da tutto il mondo all’uso del robot chirurgo Da Vinci. Un premio sarà assegnato anche a Emergenza24. Durante il recente terremoto di Ischia la più grande community europea di volontari digitali impegnati sul fronte delle emergenze si è dimostrata uno strumento informativo utilissimo: a mezzora dall’evento aveva già pubblicato una prima mappa con le aree coinvolte dai crolli, dopo un’ora era stata avviata una campagna per raccogliere le disponibilità di alloggio per ospitare i terremotati.

Le tecnologie si dimostrano un potente alleato nella gestione delle emergenze anche nel caso del progetto sviluppato dal Comitato di Napoli della Croce Rossa Italiana, che ha stretto un accordo con la startup LINUP per l’introduzione di una soluzione wereable, un giacchetto intelligente sviluppato per consentire a qualsiasi operatore dislocato sul campo di documentare l’attività in corso e trasmettere flussi video live mantenendo le mani libere.

Settore delle Pubbliche amministrazioni

Significative anche le innovazioni che arrivano dalle Pubbliche amministrazioni. Così ad esempio la Città metropolitana di Napoli in collaborazione con TIM e I-Tel ha sviluppato un’applicazione mobile che consente di dipendenti di “timbrare il cartellino” da remoto, attraverso un’app che geolocalizza la persona segnalando l’entrata in servizio e monitorando al contempo le ore lavorate. A Napoli ha sede anche un’altra realtà d’eccellenza, la STRESS, società consortile dedicata alla promozione dell’innovazione nella filiera delle costruzioni con particolare riferimento al tema della sostenibilità. La società ha realizzato un modello per la mappatura 3D delle coperture lignee settecentesce del Gran Salone della Meridiana del Museo Archeologico di Napoli: una mappatura che consente di accedere a informazioni preziose sullo stato di conservazione, per programmare le attività di conservazione e valorizzazione. Sta già raccogliendo un grande interesse il progetto del Dipartimento Strutture per l’Energia e l’Architettura dell’Università Federico II di Napoli, che ha ideato un’innovativa copertura in travi reticolari spaziali in acciaio per il patrimonio artistico e architettonico: fra i vantaggi di questa nuova struttura alveolare, le sue caratteristiche di leggerezza, luminosità, flessibilità, resistenza sismica, bassa manutenzione e semplicità di montaggio.

Significativa anche l’esperienza sviluppata dal Parco Archeologico di Pompei con il partner TIM, che ha permesso la copertura con rete WiFi dell’area degli scavi e la trasformazione digitale in logica SPC Cloud di tutte le infrastrutture dell’ente. L’aeroporto Internazionale di Napoli ha confermato la sua capacità di innovazione e la scelta di puntare sul modello dell’Open Innovation con il progetto Airport Access Hack, promosso in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II: attraverso una call for skills sono stati coinvolti studenti, ricercatori e operatori della mobilità, invitati a dare il loro contributo nel miglioramento dei collegamenti fra l’aeroporto e i principali snodi strategici del territorio. Verranno quindi selezionate 50 persone, che saranno coinvolte in un percorso partecipativo fondato sull’approccio metodologico dell’hackathon e su quello del design driven.

Il premio andrà anche a due comuni campani che hanno mostrato capacità di innovazione nell’ambito della gestione del ciclo dei rifiuti, il Comune di Castel Volturno nel Casertano e il piccolo Comune di Tramonti in Provincia di Salerno. Non mancherà il confronto con esperienze che arrivano da altre regioni italiane: così il Comune di Rende, in provincia di Cosenza, si è affidato alla startup Si Innova per la realizzazione di una mappa digitalizzata della rete di illuminazione pubblica, ottenendo un risparmio immediato sul costo della bolletta energetica perché la possibilità di avere un quadro preciso e completo della rete ha portato a un miglioramento dell’attività di manutenzione. Verrà poi premiata l’esperienza di Acquedotto Lucano, che gestisce il servizio idrico integrato in Basilicata e ha di recente sviluppato un software per la gestione e la comunicazione delle sospensioni idriche: attraverso il proprio Smartphone il tecnico effettua in qualsiasi momento la segnalazione che, una volta validata dall’Ufficio Comunicazione dell’azienda, viene diramata automaticamente a tutti i soggetti interessati (polizia municipale, sindaci dei Comuni coinvolti, testate locali, utenti iscritti al servizio di notifica via sms…).   Un’esperienza che si affianca a quella di Ge.Se.Sa: la società che gestisce il servizio idrico nel territorio di Benevento ha sviluppato con il Consorzio CBI un innovativo sistema per la gestione dei pagamenti.