Sensori Panasonic per le prestazioni dei robot autonomi

Il nuovo sensore LiDAR 3D personalizza angolo di campo e velocità di scansione rilevando con accuratezza direzione e distanza degli oggetti

Un sensore in grado di rilevare direzione e distanza degli oggetti con straordinaria accuratezza. Lo ha messo a punto Panasonic che, con lo sviluppo di un nuovo sensore LiDAR1 3D (Light Detection and Ranging) consente di rilevare la presenza di oggetti o eventuali asperità del suolo con elevata precisione, ma anche di personalizzare risoluzione e angolo di scansione, configurando i parametri di velocità e angolo di rotazione degli specchi, per la massima accuratezza e flessibilità d’uso.

Dotato di una tecnologia proprietaria di laser scanning e ampio angolo di campo, il sensore LiDAR 3D sarà presentato al “CEATEC JAPAN 2017”, che si svolgerà nel complesso fieristico di Makuhari Messe di Chiba dal 3 al 6 ottobre, e potrà essere ufficialmente testato a partire da gennaio 2018.

Addio robot autonomi di complessa progettazione e configurazione
L’innovativa tecnologia laser scanning sviluppata da Panasonic permette al LiDAR 3D di muoversi sugli assi verticale e orizzontale grazie all’azione di due appositi motori, offrendo così un angolo di campo verticale/orizzontale di 60°/270°. Diventa così possibile ovviare la necessità di associare ai robot autonomi altri sensori affinché possano essere utilizzato all’interno e all’esterno degli impianti produttivi.

Inoltre, grazie al nuovo LiDAR 3D, è possibile personalizzare i parametri relativi ad angolo di campo e risoluzione verticali configurando le impostazioni di rilevamento: alta velocità di scansione oppure risoluzione dettagliata e ampio angolo di campo, a seconda delle esigenze dettate da luoghi e situazioni, per impiegare robot autonomi con la massima efficienza.

Il tutto anche in presenza di luce solare molto intensa, senza che l’accuratezza del rilevamento degli oggetti diminuisca. Nella tecnologia del sensore LiDAR 3D di Panasonic, la traiettoria del fascio laser emesso coincide, infatti, con quella del segnale di ritorno, caratteristica che permette di ridurre il rumore imputabile alla luce del sole e assicura un’accuratezza di rilevamento straordinaria.