Utility: l’era delle 3D

Alla luce dell’evoluzione di settore, Accenture suggerisce di decarbonizzare, decentrare e digitalizzare

Il 2016 ha rappresentato un anno record per le multi-utility in Italia, durante il quale gli utili netti dei principali player del settore sono quasi raddoppiati: da 560 milioni di euro nel 2015 a 910 milioni di euro nel 2016. Le politiche di riduzione dei costi, di sfruttamento delle sinergie derivanti dalle acquisizioni e le dismissioni degli asset non strategici finalmente iniziano a dare risultati concreti. Il 2016 non è stato un anno isolato di utili record ma l’avvio di un percorso virtuoso: i principali analisti finanziari stimano che i livelli di utile non caleranno ma inizieranno a crescere almeno per i prossimi due anni.

Sono questi i risultati emersi dal XVII Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Italiano e Paneuropeo delle Utilities

I soldi ci sono

Dopo un’importante rapida discesa del debito aggregato da oltre 12 miliardi del 2012 a meno di 10 miliardi del 2015, nel 2016 si è assistito a un assestamento. Ora le aziende hanno una posizione finanziaria ottimale e sono pronte per le sfide energetiche del futuro, in un contesto potenzialmente favorevole sia a livello di sistema paese – con una nuova Strategia Elettrica Nazionale in fase di stesura – sia nel contesto dei cambiamenti che si possono cogliere in termini di trasformazione digitale del settore.

Il settore delle utility continua a essere attraversato da un profondo processo di trasformazione, ma gli operatori sembrano essere pronti ad affrontare le sfide portate dal contesto di mercato e dall’innovazione tecnologica – ha commentato Andrea Gilardoni, Presidente di AGICI – Alcune tematiche come la rilevanza degli investimenti nelle rinnovabili e la riconversione / gestione dei grandi impianti fossili e nucleari sono priorità strategiche per le utility ormai da anni e continueranno ancora a esserlo. Mobilità elettrica, IoT, Big Data e cyber security sono stati affrontati solo da qualche anno ma i vertici delle aziende hanno rapidamente compreso la loro centralità nella definizione delle linee strategiche”.

Le “3D” della nuova Strategia elettrica nazionale

Alla luce di queste considerazioni, Accenture ha identificato tre direttrici su cui impostare la nuova Strategia Energetica Nazionale: Decarbonizzare (individuando un percorso per ridurre in maniera significativa le emissioni di CO2), Decentrare (favorendo la generazione distribuita e la crescita dell’installato rinnovabile) e Digitalizzare (garantendo disponibilità di broadband per abilitare la digitalizzazione del settore).

Per mettere in pratica queste direttrici occorre sviluppare un nuovo sistema di produzione e consumo di energia. La trasformazione della governance favorirà le utilities in grado di adottare nuovi modelli di business e valorizzare ulteriormente l’utilizzo delle tecnologie digitali.