Cisco: Digitaliani e trasformazione digitale

Come tradurre e esaltare l’eccellenza manifatturiera italiana nel nuovo linguaggio della digitalizzazione? Ne ha parlato Agostino Santoni ad SPS Italia

Tecnologie flessibili e potenti offrono un’occasione senza precedenti di tracciare un nuovo percorso verso un futuro profondamente italiano. Con un approccio basato sulla centralità delle persone e delle competenze Cisco, a SPS Italia 2016, sul palco dell’IoE Talks – La Fabbrica in Digitale, parla di una nuova rivoluzione industriale, la quinta, destinata ad avere un impatto dirompente sull’industria italiana.

“Vogliamo condividere la sfida appassionante dell’innovazione con tutti i protagonisti di un settore decisivo per fare in modo che nei prossimi anni l’Italia smetta di inseguire e si ponga alla guida della trasformazione” afferma Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia, il cui obiettivo è quello di passare da un’automazione industriale a una completa automatizzazione.

Automatizzare l’intera fabbrica, d’altronde, ha dei vantaggi importanti che si traducono in una diminuzione dei costi, in un aumento dei ricavi e in una riduzione del rischio.

L’utilizzo di internet è appena abbozzato perché solo lo 0,4% delle sue potenzialità sono sfruttate: la connessione di persone, oggetti e dati è destinata a diventare sempre più importante tanto che entro il 2020 si passerà dagli attuali 15 fabbrica digitalemiliardi di oggetti connessi a 50 miliardi portando all’instaurarsi di una relazione profonda tra persone e macchine, ma anche tra macchine e macchine.

La fabbrica va vista come un insieme connesso: rendendo le macchine protagoniste all’interno degli impianti produttivi c’è la possibilità di sviluppare nuovi servizi per i clienti, generando un’innovazione aperta basata sulla connettività di rete. In questo scenario, inevitabilmente, un ruolo chiave è giocato dalla sicurezza.

“Sono tre le aree di intervento di Cisco in Italia – conclude Santoni -. Ci siamo impegnati con il governo con un investimento triennale di 100 milioni di dollari principalmente sul mercato manifatturiero ed agroalimentare, che da soli rappresentano il 40% del nostro Prodotto Interno Lordo, per dare un contributo alla digitalizzazione e alla crescita del Paese”.

“Altra area su cui operiamo è quella della creazione di competenze, motivo per cui abbiamo siglato con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca un accordo per la formazione di 100.000 studenti degli istituti tecnici in tre anni con l’obiettivo di portare all’interno delle imprese le competenze necessarie”.

Per finire sul fronte Open Innovation, “Cisco ha siglato collaborazioni per promuovere una crescita significativa delle startup e degli incubatori per dare ulteriore impulso alla crescita del Paese”.