Blockchain contro la contaminazione alimentare

1587

Ogni anno 400mila persone muoiono per assunzione di cibo contaminato. Le nuove tecnologie possono arginare il fenomeno






Ogni anno, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona su dieci si ammala in seguito all’assunzione di cibo contaminato e 400mila muoiono per lo stesso motivo. Molti dei problemi critici che riguardano la sicurezza alimentare, come contaminazione incrociata, diffusione di patologie a trasmissione alimentare, sprechi non necessari e aggravio economico dei richiami sono acutizzati dal mancato accesso a informazioni e tracciabilità. L'identificazione del punto esatto dal quale si è originata la contaminazione può richiedere settimane, con la conseguenza che altre persone si possono ammalare, si verificano mancati introiti e sprechi di prodotti. Ad esempio, per identificare la fonte di contaminazione agricola in occasione di un recente caso di salmonella nella papaya sono stati necessari più di due me.

 

La risposta è blockchain

La blockchain è lo strumento ideale per affrontare tali sfide poiché definisce un ambiente fidato per tutte le transazioni. Nel caso della supply chain alimentare globale, tutti i partecipanti agricoltori, fornitori, trasformatori, distributori, rivenditori, chi è responsabile delle normative e consumatori possono accedere alle informazioni note e fidate relative all'origine e allo stato degli alimenti per le proprie transazioni. Ciò permette ai fornitori di generi alimentari e agli altri membri dell'ecosistema di utilizzare una rete blockchain per tracciare velocemente e all'origine eventuali prodotti contaminati ed assicurarne la rimozione sicura dagli scaffali dei negozi, impedendo così la diffusione delle patologie.

Dole, Golden State Foods, Kroger, McCormick and Company, Nestlé, Tyson Foods, Walmart ed altri, insieme ad IBM, sostengono il valore della tecnologia blockchain per il settore alimentare. Insieme essi contribuiranno a identificare e a stabilire un ordine di priorità delle nuove aree nelle quali la blockchain può apportare benefici agli ecosistemi alimentari ed elaborare nuove soluzioni IBM. Questa iniziativa si avvarrà delle esperienze maturate in diversi progetti pilota di IBM e di reti di produzione nelle relative aree che dimostrano con successo le modalità con le quali la blockchain può impattare positivamente la tracciabilità alimentare globale.

 

Positivi i primi test

In test svolti sia in Cina che negli Stati Uniti, IBM e Walmart hanno di recente dimostrato che la blockchain può essere utilizzata per tracciare un prodotto, dall'azienda agricola per tutti gli stadi successivi fino agli scaffali del negozio, nel giro di pochi secondi, anziché in giorni o settimane. Questi test hanno inoltre dimostrato che le parti coinvolte nell'intera supply chain alimentare globale considerano la sicurezza degli alimenti un problema di collaborazione piuttosto che un problema di concorrenza, e sono disponibili a cooperare per migliorare il sistema alimentare globale. 

Walmart, che sostiene l’esigenza di una maggiore chiarezza del sistema alimentare a vantaggio dei consumatori, non vede l'ora di avviare la collaborazione con le altre organizzazioni per velocizzare l'analisi di come questa tecnologia possa essere utilizzata per una tracciabilità ed una sicurezza alimentare più efficaci” spiega Frank Yiannas, vice presidente, Food Safety, Walmart. “La tecnologia blockchain consente lo sviluppo di una nuova era di trasparenza end-to-end nel sistema alimentare globale, e ciò implica la possibilità di fare luce sui protagonisti dell'ecosistema alimentare che promuoveranno ulteriormente azioni e comportamenti responsabili. Essa permetterà inoltre alle aziende di condividere le informazioni rapidamente e con sicurezza tramite una potente rete affidabile. Ciò è fondamentale per assicurare che il sistema alimentare globale sia sicuro per tutti.”