La via italiana all’Industry 4.0

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I vantaggi sono molti e numerose imprese stanno registrando benefici. I casi Marcegaglia, Dallara, Impeco e Fluid-o-Tech sono alcuni esempi






Di Industry 4.0 se ne parla ormai da diverso tempo anche grazie al Piano Calenda che sancisce 13 miliardi di euro destinati alle imprese manifatturiere italiane. È opportuno però non limitare questo termine con il solo Internet of Things o con una sorta di digitalizzazione automatizzata: l’Industry 4.0 è molto di più. Si tratta di un fenomeno di portata maggiore che riguarda ogni aspetto delle imprese industriali.

Viviamo in un vortice digitale che sta investendo tutti i settori, compreso quello industriale, ambito sempre più influenzato dalla trasformazione digitale per quanto riguarda il modello di business, la customer experience e la produttività dei dipendenti. Si passa infatti da un modello basato sulla produzione e vendita ad un uno dove anche il servizio diventa fondamentale per il cliente, un valore aggiunto su cui costruire il vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza” ha spiegato Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry 4.0 sales leader di Cisco.

La digitalizzazione porta inoltre ad un miglioramento dei processi aziendali con netti incrementi sull’efficienza: è possibile fare di più con meno risorse. Ma non solo: si riducono le “distanze” tra i diversi compartimenti che spesso operano a compartimenti stagni e le industrie sono in grado di ridurre i downtime, aumentare la velocità della produzione di nuovi prodotti, massimizzare la gestione del magazzino riducendo i materiali superflui, ridurre lo spreco di energia ed abbassare i rischi di sicurezza informatica.

Vantaggi questi che fortunatamente molte realtà industriali hanno iniziato a comprendere avviando progetti di digitalizzazione con eccellenti ripercussioni sulle proprie performance e con ottime influenze a livello nazionale: il tessuto nazionale è infatti ricco di imprese manifatturiere che da anni però sono attanagliate dalla crisi e da una crescente competizione internazionale.

Ed è proprio la digitalizzazione di tutti i processi a permettere loro di tornare a primeggiare facendo leva anche sull’appeal del Made in Italy. E il Governo non può che sostenere questo fenomeno, sia con il Piano Calenda che con la partecipazione a diverse iniziative come ad esempio il Piano Digitaliani, lanciato in collaborazione con Cisco per accelerare la digitalizzazione nel nostro paese a 360°: dallo sviluppo delle competenze alla trasformazione delle infrastrutture strategiche come trasporti e utility; ma anche alla realizzazione di Reti sempre più intelligenti, aperte e capaci di sostenere l’enorme flusso di dati in continua crescita.

Tra le imprese manifatturiere italiane che hanno registrato interessanti risultati grazie al Piano Digitaliani e alla tecnologia Cisco si evidenziano Dallara, che ha migliorato i progetti di prototipazione nel settore automotive, 1177 fashion brand nell’ambito delle calzature capace di rinnovare i prodotti e il proprio modello di business, ma anche La Marzocco che ha incrementato le vendite delle proprie macchine da caffè fatte a mano.

Inpeco invece, grazie all’approccio Connected Machine di Cisco è riuscita ad ottenere la massima affidabilità degli impianti attraverso interventi pianificati e controllo proattivo, un aumento qualitativo in tutte le fasi del processo di analisi e benefici dovuti all’interconnessione degli impianti. Marcegaglia ha realizzato una Connected Factory grazie alla potenza della rete internet ed è in grado ora di gestire i carriponte attraverso il wireless e i mezzi a 4 ruote che compiono il proprio lavoro senza pilota. Tutto ciò ha permesso all’azienda attiva nella lavorazione dell’acciaio di abbattere i rischi di errore umani, avere un perfetto controllo del funzionamento degli impianti, ottimizzare la gestione del magazzino e incrementare il livello di sicurezza fisica del personale. Fluid-o-Tech è invece a un’azienda leader nei sistemi di gestione dei fluidi che ha realizzato un’infrastruttura ridondata che garantisce elevati livelli di servizio e di supportare l’implementazione di progetti applicativi a valore aggiunto come ad esempio la digitalizzazione di tutti i documenti.

Il mondo è cambiato: non sono più i pesci grossi a mangiare quelli piccoli, ma quelli veloci a sopravvivere a quelli lenti. Grazie al digitale infatti, le aziende italiane di ogni dimensione hanno l’opportunità di proiettare la loro eccellenza su mercati più ampi e anche l’eccellenza artigianale può recuperare spazi importanti in un mondo in cui la produzione su piccola scala e la personalizzazione sono ulteriormente facilitate dalla tecnologia” ha concluso Michele Dalmazzoni.